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mercoledì 4 novembre 2009

Morte al pedofilo!


Impiccagione in diretta TV. Questa la nuova provocazione dell'emittente televisiva britannica Channel 4, che lunedì 9 novembre trasmetterà una fiction incentrata sulla figura di Paul Gadd, meglio conosciuto come la rock star inglese degli anni '70 Gary Glitter ed interpretato dall'attore scozzese Hilton McRae.

Channel 4: the excution of Gary Glitter

Gary Glitter ha alle spalle diversi precedenti per pedofilia. Nel 1999 ha scontato quattro mesi di prigione in patria per detenzione di materiale pedopornografico. Nel 2002 è stato espulso dalla Cambogia e nel 2008 è uscito dalle carceri vietnamite dopo aver scontato tre anni di detenzione per aver tentato di molestare due bambine di 11 e 12 anni. Nel marzo 2006, infine, si è scoperto che, quattro mesi prima, l'ex cantante aveva avuto una figlia da una prostituta vietnamita e che questa gli aveva venduto la sua nipotina di 10 anni.

La fiction dal titolo "The execution of Gary Glitter" si svolge in una immaginaria Inghilterra in cui viene reintrodotta la pena di morte (abolita nel 1969), con una legge contro la pedofilia denominata "Capital Crimes Against Children". In questo mondo parallelo il primo ad essere condannato è Paul Gadd ed il film segue con taglio documentaristico il suo processo e la sua condanna a morte.

L'intento dichiarato della rete è quello di riaprire il dibattito sulla pena di morte; per lanciare il film, la rete ha commissionato un sondaggio in cui il 70 per cento degli intervistati si è dichiarato favorevole a reintrodurre la pena di morte per alcuni crimini.

domenica 19 aprile 2009

Video del giorno



Pubblicità che dimostra l'insopportabile trauma sofferto dai bambini vittime di abusi sessuali.

Cliente: Dunkelziffer
Agenzia: Red Rabbit
Direzione Creativa: Oliver Seltmann, Jan Fröscher
Copywriter: Joakim Reveman, Bjoern Ruehmann, Matthew Branning
Direzione Artistica: Bjoern Ruehmann, Joakim Reveman, Matthew Branning
Regia: The Vikings
Produzione: Rokkit
Produttore: Luke Jacobs
Direttore della fotografia: Sam Brown
Editor: Paul Hardcastle
Post Produzione: Absolute Post London

mercoledì 8 aprile 2009

Terremoti mediatici



Il terremoto devasta L'Aquila e provincia
16 morti, 30 dispersi, 10mila edifici lesionati

ROMA (6 aprile) - Una forte e lunga scossa di terremoto ha colpito l'Abruzzo, con effetti in tutta l'Italia centrale, alle 3,32. La magnitudo viene valutata dall'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia a 5,8 gradi della scala Richter. Secondo fonti degli istituti statunitensi la magnitudo è pari invece a 6,3 gradi Richter. L'epicentro è stato localizzato a una profondità di 5 chilometri, tra il capoluogo, Collimento e Villagrande.

Ottavo-nono grado Mercalli. Il terremoto ha avuto in alcune zone un effetto pari all'ottavo-nono grado della scala Mercalli sugli edifici, provocando numerosi crolli: lo ha detto il portavoce della Protezione civile, Luca Spoletini, nella sede del dipartimento dove è riunito il comitato operativo. Il quadro, ha spiegato Spoletini, «è estremamente critico, ci sono stati diversi crolli».

Dopo circa un'ora è stata avvertita un altra scossa: secondo la Protezione civile la magnitudo è stata di 4,7 ed è avvenuta alle 4.37. Già ieri sera, intorno alle 23, una scossa di magnitudo 3,9 aveva creato allarme in Abruzzo. Molte le repliche, di varia intensità, che si sono susseguite.

Sedici vittime e decine di dispersi. Panico a L'Aquila e in tutta la provincia, dove la popolazione si è riversata in strada e dove si sono verificati molti crolli. Oltre ai tanti feriti, al momento si registrano nel capoluogo quattro bambini uccisi nel crollo della loro abitazione, per i quali i medici dell'ospedale San Salvatore nulla hanno potuto. Due le vittime nel paese di Fossa, un'anziana e una bambina. Un ponte nella zona di Fossa sarebbe crollato su una autovettura, non si sa se con persone dentro. Altre cinque vittime sono state estratte dalle macerie a Castelnuovo, piccola frazione di San Pio delle Camere, devastata dal sisma. Gli altri morti si sono avuti a Tornimparte e Poggio Picenze.

Otto dispersi. Nel paese di San Demetrio dei Vestini risultano disperse otto persone, secondo quanto riferito dai carabinieri.

Crollano gli edifici a L'Aquila. E' crollata completamente la cupola della chiesa delle Anime Sante, nel centro storico, e anche la Cattedrale ha subito danni strutturali. Crollata anche una parte della Casa dello Studente: alcuni studenti sarebbero intrappolati fra le macerie. Nel centro storico vengono segnalati altri crolli e altre persone rimaste sotto le macerie. Ci sono persone intrappolate in una casa crollata in via XX Settembre e i vigili del fuoco stanno scavando per tirarle fuori dalle macerie. La casa, totalmente rasa a suolo, è vicina al palazzo dell'Anas. A via Sallustio tutte le case sono lesionate anche se non crollate. Le suore dell'istituto religioso sono in strada e prestano aiuto ad anziani e persone con coperte e altri generi di conforto. Un centro di raccolta è stato organizzato in Piazza d'Armi. In Piazza Duomo, come in tutte le aree "aperte" della città, migliaia di persone sostano, alcune nelle macchine, sotto choc. Traffico in tilt, blocchi nelle reti telefoniche.

Evacuato l'ospedale San Salvatore. Nella prima mattinata è stata decisa l'evacuazione dell'ospedale San Salvatore, danneggiato dal sisma: i ricoverati saranno trasferiti ad Avezzano e in altre strutture. Un ospedale da campo sarà allestito in Piazza d'Armi.

Tendopoli in allestimento. Il sindaco Massimo Cialente ha annunciato l'allestimento di tendopoli per ospitare la popolazione della città, che si è riversata interamente in strada.

In tutto l'Abruzzo migliaia di persone in strada. Danni anche nell'Ascolano. Seri danni alle abitazioni sono stati segnalati dalla popolazione anche in diverse località della provincia, tra cui Paganica. Tetti crollati e case lesionate anche alle porte dell'Aquila, a Prata d'Ansidonia e Torninparte. A Rovere, sull'Altopiano delle Rocche, è crollato il campanile, mentre danni e case lesionate si riscontrano anche ad Avezzano con telefoni e elettricità in tilt. Danni a case si registrano anche nel Pescarese, tra Penne e Popoli, con lesioni a infrastrutture. Gente in strada a Sulmona e Teramo, con crolli di cornicioni e crepe nei muri. Nel resto della regione migliaia sono le persone in strada, da Pescara a Sulmona, da Teramo a Chieti. La Potezione Civile parla di almeno diecimila edifici lesionati nella provincia aquilana, numero che potrebbe anche salire. Rinforzi dei Vigili de Fuoco sono partiti da Teramo e da Roma in direzione dell'Aquila, e il traforo del Gran Sasso per ora è transitabile. Danni sono stati registrati anche nell'Ascolano.

15mila utenze senza elettricità nell'Aquilano. Sono quindicimila le utenze disalimentate nella provincia de l'Aquila in seguito al terremoto. Lo ha comunicato l'Enel alla Protezione civile.

Chiuse la Roma-L'Aquila e la Tiburtina. Per verifiche e controlli sui viadotti è stato chiuso il tratto autostradale della Roma-L'Aquila (A24) tra Valle del Salto e Assergi in entrambe le direzioni. L'autostrada è chiusa anche al traffico dei mezzi superiori alle 7,5 tonnellate nel tratto Roma-Tornimparte. Chiuso a scopo precauzionale anche un tratto della Tiburtina Valeria da Corfinio verso Roma per verificare alcune strutture.

Anche a Roma i palazzi hanno tremato a lungo e la gente è scesa in strada. Il capo del Dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso ha convocato il Comitato operativo e ha informato il presidente della Repubblica, Napolitano, e il premier Berlusconi, con i quali è in costante contatto per aggiornarli sulla situazione. Bertolaso ha anche parlato con il sindaco dell'Aquila, che ha confermato i crolli verificatisi in città. Nel frattempo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, è in costante contatto con la Protezione civile.

La Protezione civile: non mettetevi in viaggio, divieto di sorvolo su tutta l'area. Non risultano al momento danni alle linee ferroviarie e alle principali strade della zona colpita dal terremoto. La Protezione civile, tuttavia, invita a non mettersi in viaggio per non intralciare i soccorsi. Sulla zona dell'Aquila, inoltre, è stato emesso un Notam, un divieto di sorvolo in tutta l'area.

Due colonne partite dal Lazio. Due colonne mobili di aiuti del Dipartimento della Protezione civile della Regione Lazio sono partite verso le zone colpite dal sisma, con tende per sfollati e quant'altro necessario per prestare soccorso alla popolazione.

Intorno alle 22,20 una forte scossa di terremoto era stata avvertita in Emilia Romagna e nelle Marche. Il sisma ha avuto epicentro nell'Appennino tosco-emiliano, nel Forlivese.Sono in corso accertamenti per verificare danni eventuali a persone e cose. Il sisma è stato avvertito in particolare nel Pesarese, a Urbino e anche ad Ancona, oltreché nel Ferrarese e nel Bolognese, nel Cesenate e a Rimini. A Forlì e Cesena alcune persone sono scese in strada. Moltissime le chiamate ai centralini dei pompieri di Pesaro, Urbino, Ancona e Senigallia, dove il sisma è stato avvertito distintamente anche ai primi piani delle abitazioni.

Avvertito anche a Trieste. La scossa è stata sentita in varie zone di Trieste, a Muggia (Trieste), Grado (Gorizia) e Lignano (Udine), oltre che ai piani alti di varie località lungo la costa friulana e giuliana. Segnalazioni sono arrivate anche dalla Toscana e dal Veneto.

Magnitudo 4,6, profondità 28,2 km. Il Dipartimento della Protezione Civile ha reso noto che il sisma ha avuto magnitudo 4.6, con epicentro tra i comuni di Forlì, Forlimpopoli e Castrocaro Terme, in provincia di Forlì, e di Faenza in provincia di Ravenna. Il dato tecnico è dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. L'ipocentro è stato individuato a grande profondità: 28,2 km. Proprio per la profondità del sisma, ha spiegato l'ing. Demetrio Egidi, responsabile della Protezione Civile dell'Emilia Romagna, l'area dove è stata avvertita la scossa è stata vasta. Le verifiche della protezione Civile, insieme con Vigili del Fuoco e Prefetture, non segnalano danni a persone o cose. Nelle prossime ore saranno compiuti ulteriori accertamenti alla ricerca di eventuali danni.

(Fonte: ilmessaggero.it)

sabato 6 dicembre 2008

giovedì 29 maggio 2008

Gheddafiction



Ultima vignetta recuperata dal vecchio blog e che si riferiva alla falsa notizia della morte di Gheedafi diffusa circa un anno fa dai TG nazionali. Un altro ottimo esempio di giornalismo. A seguire le nuove vignette di Veruska!

mercoledì 27 febbraio 2008

Giorno Zero


Siccome sono impegnato in questi giorni, ripropongo un'altra strip del vecchio blog, che si riferiva alla messa in onda del documentario scandalo "Sex Crimes & The Vatican" da parte della trasmissione Anno Zero di Michele Santoro. Ne facevo cenno anche nella precedente strip. E' passato quasi un anno: era il 31 maggio 2007.
Questo il video, in due parti. Giusto per non dimenticare:


domenica 24 febbraio 2008

Notizie fresche


Un'altra vecchia vignetta che avevo pubblicato sul vecchio blog il 21 maggio 2007, quando era scoppiato lo scandalo dei preti pedofili.

mercoledì 12 dicembre 2007

Censura


La notizia è di sabato, ma non sono riuscito a postare prima questa vignetta. La trasmissione satirica Decameron di Daniele Luttazzi è stata sospesa, a causa di una battuta sul giornalista Giuliano Ferrara e su alcuni politici italiani.
La battuta è stata ritenuta troppo volgare, anche se Luttazzi, come già in passato, ha replicato: "La satira non è mai volgare, è esplicita."
Con tante volgarità gratuite che passano in televisione, a dare fastidio è sempre qualche battuta detta senza peli sulla lingua. Questo il senso della mia vignetta, per chi non l'avesse capito, dove la censura va a coprire la bocca; come dire: sii volgare, basta che stai zitto.

lunedì 26 novembre 2007

Memorie corte


Il 16 maggio scorso pubblicavo questa vignetta, riguardo ai presunti abusi commessi in una scuola di Rignano Flaminio. A distanza di sei mesi proprio dal web arrivano nuovi impulsi alle indagini, dopo il rilascio di alcuni degli indagati e la pubblicazione di un libro, "Ho visto l'uomo nero" del giornalista Claudio Cerasa, che raccontava lo sviluppo di questo caso complicato e delicato. Si discute ancora se i presunti abusi si sono davvero verificati o se le testimonianze dei bambini siano state manovrate da genitori troppo allarmisti. Come paventavo nella vignetta, nel frattempo, la gente comune ha dimenticato. Qualcun'altro forse no.

venerdì 23 novembre 2007

Heidi senza mutande


La censura turca si è abbattuta anche su Heidi, Clara e la signora Seseman, sua nonna. Quest'ultima e la signora Rottermayer portano il velo e la protagonista indossa un vestitino molto più lungo, perché nella versione originale, nelle sue scorribande sui monti, mostrava i mutandoni. La decisione ha sollevato un vespaio di polemiche.

Tra i 100 volumi raccomandati dal ministero della Cultura di Ankara c'è il libro della svizzera Johanna Spyri, diventato un successo grazie anche ai cartoni animati giapponesi (ha appena compiuto trent'anni), ma nei disegni che illustrano la storia le raffigurazioni hanno subito dei cambiamenti.

Il libro pubblicato dalla casa editrice Karanfil ha suscitato il dibattito sulle politiche governative, risvegliando l'ansia di quanti temono una "islamizzazione" dell'istruzione. Il ministero ha già chiarito che si tratta dell'iniziativa di un editore privato. "Heidi era una bimba dai capelli neri e le gote rosse come pomodori. Aveva un camicetta rossa, una gonna rosa e un gran posteriore. Quando correva giù dalla montagna, la gonna le si alzava sulla testa e vedevamo i suoi mutandoni bianchi. Probabilmente è stato il primo personaggio dei cartoni animati a cui si sono viste le mutande".

Questa la descrizione di Heidi nel web turco sui "cartoni animati della nostra infanzia", riferisce il quotidiano spagnolo El Mundo, sottolineando che ora i bambini turchi "non potranno più vedere le braghe di Heidi", almeno nei libri raccomandati dal ministero. Secondo quanto denunciato da presidente del sindacato dei docenti Alaadin Dincer, inoltre, il ministero ha aumentato i controlli e "aperto il cammino alla distorsione dei testi scolastici, come vediamo nel caso di Heidi".

(Fonte: Tgcom)


domenica 18 novembre 2007

Uomini nel pallone


A causa dell'incidente (non chiamiamolo omicidio, perché le indagini sono ancora in corso) occorso ad un tifoso laziale e alle conseguenti manifestazioni di sdegno (non chiamiamoli atti vandalici) avvenute su vari campi, il calcio italiano si è fermato per una giornata. Almeno in teoria, visto che la serie A era già ferma per la partita della nazionale con la Scozia; una vittoria, tra l'altro, che sicuramente cancellerà anche questo ennesimo episodio dalle menti ottenebrate di noi calciofili.
Voi questa domenica cosa avete fatto?