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domenica 6 dicembre 2009
domenica 8 novembre 2009
Dentro e fuori

23 ottobre 2009 - Accade vicino a Reggio Emilia. Si festeggia la caduta del muro di Berlino ma altri muri vengono eretti ogni giorno. Non saremo noi a rinchiuderci in un ghetto tenendo fuori gli altri popoli?
Scuola Grisanti di Luzzara: il caso a palazzo Allende
Discussione in consiglio e impegno a continuare con la commissione
Leggi l'articolo.
(Fonte: il giornaledireggio.it)
sabato 7 novembre 2009
Rassegna stampa

Condannato a due anni il padre orco
RIMINI, 06/11/2009 - E' stato condannato a due anni l'operaio riminese di 40 anni colpevole di aver abusato non una ma più volte della figlia minore, che all'epoca dei fatti aveva solo 4 anni. La bimba, che ha ora 6 anni, era riuscita a confessare tutto alla madre, che con l'uomo ha anche un'altra figlia di due anni più piccola; a metterla in allarme erano stati i genitori di lei. La donna aveva capito che la figlia raccontava di essere stata invitata dal padre a prendere in mano il pene, ad accarezzarlo e a baciarlo. La piccola si era spinta ancora di più nel dettaglio spiegando che in un’occasione si era rifiutata dicendo chiaramente al padre che quella cosa le faceva schifo. Invano, durante il processo che ne è seguito, l’uomo ha cercato di spiegare che si trattava di un equivoco. Si tratta ora di capire se la madre della bambina intenderà avviare anche le pratiche per chiedere al Tribunale dei minori di togliere a quell’uomo la patria potestà.
(Fonte: romagnanoi.it)
Violentava la nuora e la nipote di 5 anni: arrestato l'orco
ARIANO IRPINO, 05/11/2009 – Una giovane mamma di 25 anni subiva gli abusi del suocero, un contadino 65enne che viveva con lei in un casolare cadente e mal tenuto, da ben 9 anni, sin da quando era ancora minorenne. Lei aveva sempre taciuto, forse perché l’orco l’aveva sempre minacciata, ma le sue attenzioni negli ultimi tempi avevano preso di mira anche la sua figlioletta di 5 anni e nel luglio scorso ha denunciato tutto agli agenti del Commissariato di Polizia del Tricolle. Un racconto terrificante, che ha suscitato sconcerto agli stessi funzionari della Questura che a termine delle indagini hanno quindi tradotto in carcere il suocero.
(Fonte: irpinianews.it)
Abusa della figlia 12enne della convivente. In manette.
VARESE, 05/11/2009 - Sembrava una storia d’amore come tante altre fra due sudamericani, ma la realtà era ben diversa. Mesi di sofferenza, da aprile ad oggi, passati nel silenzio fino alla drammatica rivelazione avvenuta alcuni giorni fa: gli abusi sessuali confessati dalla figlia della donna, una ragazza di appena 12 anni, da parte del convivente. L'orco, un sudamericano di 40 anni, si è rifugiato da alcuni connazionali vicino a Milano, ma è stato presto catturato.
(Fonte:satelionews.it)
Finto fotografo adescava minori
ROMA, 06/11/2009 - Le aspettava all'uscita della scuola media "Parini", dove ormai era conosciuto da tutti gli studenti, e le adescava con la promessa di book fotografici gratuiti e di una facile scalata verso il mondo della moda. Il 42enne, in realtà autista di scuolabus, portava così a casa sua - senza pressioni o minacce - ragazzine tra gli 11 e i 13 anni pronte a tutto per una foto su una rivista patinata, ritraendole in gruppo o da sole, in lingerie o seminude sul letto in pose provocanti, per poi catalogarle nel suo archivio privato. In molti casi erano le stesse ragazzine a portarsi da casa i «costumi di scena». Segnalato da un 13enne forse geloso, durante un normale controllo antidroga nelle scuole del territorio, è scattata la denuncia a piede libero per pornografia minorile.
(Fonte: iltempo.it)
Ha abusato per 10 anni della figlia
CASTELNOVO MONTI, 06/11/2009 - Ha costretto la figlia di soli 11 anni a subire e compiere atti sessuali, ha legato l'altro figlio a un letto con delle catene, percuotendolo con la cinghia. Ha sottoposto la moglie a continue vessazioni e minacce di morte. Un'intera famiglia di un paese del nostro appenino ha subito in silenzio, per quasi 10 anni, le violenze di un uomo, che si faceva chiamare padre, o marito. Per una madre e i suoi due figli, che hanno vissuto nella paura, ora l'incubo è finito. I carabinieri di Castelnovo Monti hanno arrestato un operaio di 53 anni. Le accuse contro di lui pesano come macigni: violenza sessuale nei confronti della figlia minorenne, maltrattamenti in famiglia, violenza privata.
CASTELNOVO MONTI, 06/11/2009 - Ha costretto la figlia di soli 11 anni a subire e compiere atti sessuali, ha legato l'altro figlio a un letto con delle catene, percuotendolo con la cinghia. Ha sottoposto la moglie a continue vessazioni e minacce di morte. Un'intera famiglia di un paese del nostro appenino ha subito in silenzio, per quasi 10 anni, le violenze di un uomo, che si faceva chiamare padre, o marito. Per una madre e i suoi due figli, che hanno vissuto nella paura, ora l'incubo è finito. I carabinieri di Castelnovo Monti hanno arrestato un operaio di 53 anni. Le accuse contro di lui pesano come macigni: violenza sessuale nei confronti della figlia minorenne, maltrattamenti in famiglia, violenza privata.
(Fonte:telereggio.it)
giovedì 28 maggio 2009
Preside arrestato per molestie

Ad incastrarlo sono state le immagini di una telecamera che la polizia ha installato nell'ufficio di presidenza dell'Istituto professionale per il commercio e i servizi turistici di Sciacca. E' qui che il dirigente scolastico S.B. di 61 anni "convocava" le studentesse ed è qui che metteva in atto molestie e abusi. Vittime ragazzine tra i 14 e i 15 anni. Il preside è stato così arrestato dalla Polizia del commissariato di Sciacca su ordine del gip del tribunale Salvatore Giannino e su richiesta del procuratore Vincenzo Pantaleo.
Agli atti - come ha spiegato il dirigente del commissario Elena Testoni - pedinamenti e soprattutto le immagini riprese da quella telecamera che i poliziotti hanno piazzato all'interno dell'ufficio di Barbera. I fotogrammi sono chiarissimi e mostrano il preside avvicinarsi alle ragazze, fare commenti hard, allungare le mani fino a palpeggiare tra lo stupore e l'imbarazzo delle studentesse. L'uomo è accusato di abusi e molestie sessuali. Le indagini sono partite dalle denunce di alcune ragazze. Il preside ora si trova ora rinchiuso nel carcere di Sciacca dove è a disposizione dell'autorità giudiziaria.
(Fonte: unitaliano.myblog.it)
lunedì 25 maggio 2009
Facere e docere

Abusi sui minori irlandesi:
l’inchiesta del governo accusa gli istituti cattolici
«Migliaia di casi». Il cardinale Brady: provo vergogna
LONDRA — Thomas Wall è oggi un signore di sessant’anni e porta dentro di sé l’incubo di quelle giornate trascorse nella scuola-riformatorio gestita dalla congregazione dei «Fratrum Christianorum», i Brother Christians di Glin, la città irlandese sul fiume Shannon. Lì dentro la vita quotidiana era segnata dagli orrori. «Ero un bambino e ogni giorno un presule abusava di me. N o , non c’era modo di evitarlo, era così per tutti, ventiquattro ore su ventiquattro, la tua intimità veniva violata». E i piccoli dovevano piegarsi alle perversioni degli uomini di Chiesa o dei compagni più grandi che avevano la «supervisione» notturna sulle camerate.
Accadeva pure negli altri istituti della contea di Limerick, sempre sotto l’insegna dei «Fratrum Christianorum» il cui motto è «Facere e docere», fare e insegnare. Ma ciò che facevano e insegnavano era qualcosa di orribile, di disgustoso. Come anche in altri collegi dell’Irlanda: ad esempio governati dalle «Sorelle della Pietà» le quali scambiavano le opere di bene per un diritto assoluto di appropriazione dei minori che imprigionavano. Sadie O’Meara era un’adolescente: «Mi rinchiudevano a chiave la sera, il cibo era fetente, alle finestre c’erano le sbarre, mi maltrattavano, non mi dissero neppure che mia madre era morta». Era questa la regola: scuole lager, orfanotrofi lager.
Un rapporto choc di 2575 pagine e si alza il sipario su un teatro raccapricciante nel quale «stupri, molestie e abusi erano endemici». È durata nove anni l’inchiesta della commissione presieduta dal giudice dell’alta corte, Sean Ryan, e alla fine i risultati rivelano che le «industrial schools» irlandesi per 35 mila bambini e ragazzi abbandonati o in difficoltà, devianti o senza più i genitori, un network di 250 istituti organizzati dagli ordini religiosi cattolici per oltre mezzo secolo, fino alla chiusura decisa negli Anni Novanta, sono stati il palcoscenico segreto di crudeltà «che avevano lo scopo di provocare dolore e umiliazione».
Centinaia di testimonianze descrivono il clima di schiavitù e di terrore. In una scuola della contea di Galway, remota, fondata nel 1885, per decenni tre presuli si sono accaniti contro i giovani. In un’altra la «San Giuseppe » per i sordi, a Cabra, i superiori hanno coperto, persino davanti agli ispettori, le scorribande punitive sugli ospiti. Sei riformatori hanno accolto mister John Brander, un educatore. Solamente di facciata. Era un «serial sexual and physical abuser», un maniaco violento. Fino a che ha concluso la «carriera » in prigione. E al riformatorio di San Patrizio tenevano addirittura un registro con il diario delle punizioni corporali inflitte dallo «staff religioso». Nella istituzione controllata dalle «Sorelle della Pietà», nella contea di Waterford, i ragazzi e le ragazze erano malnutriti, in compenso riempiti di alcol.
Uno scandalo che sconquassa la Chiesa cattolica nel Regno Unito. Quasi tutti i responsabili degli abusi e delle violenze sono garantiti da «immunità penale » perché nel 2004 la magistratura, su appello delle Congregazioni, assicurò l’anonimato degli aguzzini. Ora i vertici ecclesiali invocano il perdono, promettono il repulisti. Il Primate della Chiesa irlandese, Sean Brady, è esplicito: «Provo vergogna». Il comitato che tutela le vittime delle violenze scoperte dalla commisione si ribella. «Tocca al Papa convocare un concistoro speciale per investigare le attività della Chiesa cattolica in Irlanda».
(Fonte: corriere.it)
domenica 2 dicembre 2007
Presi di mira

"Professore, come va mia figlia?" e mette la pistola sul tavolo
Il padre di una studentessa, dopo essere entrato in aula e una volta arrivato faccia a faccia con il professore, ha estratto una pistola dalla tasca e l'ha poggiata con nonchalance sul tavolo
Firenze, 29 novembre 2007 - La stanza è piccola. Qui il professore riceve a turno i genitori degli alunni per i colloqui sull´andamento scolastico dei figli. Tocca al babbo di una studentessa dal rendimento zoppicante. La porta si chiude dietro ai due. Inizia il faccia a faccia dagli sviluppi imprevedibili. Succede, infatti, quello che l´insegnante non si sarebbe mai immaginato. Quel signore parla e intanto sfila dalla tasca una pistola. Lo fa con nonchalance, come se, invece che un´arma, fosse un mazzo di chiavi, una penna, un pacchetto di sigarette. E intanto racconta, dice che sì, insomma, quella sua figlia non è poi così male, che la professoressa dell´anno prima l´aveva presa di mira, che lui di quella insegnante conosce l´indirizzo di casa.
Cosa abbia provato l´insegnante in quegli interminabili minuti di colloquio non è dato sapere. Fatto è che, senza troppo scomporsi, il professore è riuscito a portare a termine l´incontro, fin quando il genitore non ha deciso di rimettersi in tasca la pistola e di andarsene via.
«L´episodio non ha scosso più di tanto l´insegnante, me lo ha raccontato il mio vice con cui il professore si è confidato» giura il preside dell´istituto, una scuola media superiore nella zona delle Cure. Ma è inevitabile che quell´insolita ora di ricevimento e quell´inusuale comportamento del genitore, non potevano rimanere affare interno alla scuola.
Il fatto è stato denunciato alle forze dell´ordine. E nelle ore successive il genitore è stato perquisito presso la sua abitazione. A casa gli hanno trovato due scacciacani. Non finisce qui. L´apertura di un´inchiesta e di un procedimento penale sono atti dovuti.
Il fatto risale ad una settimana fa, martedì. Da allora e per un´altra settimana la ragazza non si è più vista a scuola, mentre si inseguivano le voci di un suo volontario trasferimento presso un altro istituto scolastico. Ieri però la studentessa è tornata regolarmente in classe. «Sebbene il professore non sia rimasto particolarmente scosso dall´episodio - insiste il preside - ha comunque ritenuto opportuno che quanto è avvenuto fosse portato a conoscenza degli investigatori. Nei prossimi giorni su questo fatto si terrà una riunione di tutti i docenti».
Firenze, 29 novembre 2007 - La stanza è piccola. Qui il professore riceve a turno i genitori degli alunni per i colloqui sull´andamento scolastico dei figli. Tocca al babbo di una studentessa dal rendimento zoppicante. La porta si chiude dietro ai due. Inizia il faccia a faccia dagli sviluppi imprevedibili. Succede, infatti, quello che l´insegnante non si sarebbe mai immaginato. Quel signore parla e intanto sfila dalla tasca una pistola. Lo fa con nonchalance, come se, invece che un´arma, fosse un mazzo di chiavi, una penna, un pacchetto di sigarette. E intanto racconta, dice che sì, insomma, quella sua figlia non è poi così male, che la professoressa dell´anno prima l´aveva presa di mira, che lui di quella insegnante conosce l´indirizzo di casa.
Cosa abbia provato l´insegnante in quegli interminabili minuti di colloquio non è dato sapere. Fatto è che, senza troppo scomporsi, il professore è riuscito a portare a termine l´incontro, fin quando il genitore non ha deciso di rimettersi in tasca la pistola e di andarsene via.
«L´episodio non ha scosso più di tanto l´insegnante, me lo ha raccontato il mio vice con cui il professore si è confidato» giura il preside dell´istituto, una scuola media superiore nella zona delle Cure. Ma è inevitabile che quell´insolita ora di ricevimento e quell´inusuale comportamento del genitore, non potevano rimanere affare interno alla scuola.
Il fatto è stato denunciato alle forze dell´ordine. E nelle ore successive il genitore è stato perquisito presso la sua abitazione. A casa gli hanno trovato due scacciacani. Non finisce qui. L´apertura di un´inchiesta e di un procedimento penale sono atti dovuti.
Il fatto risale ad una settimana fa, martedì. Da allora e per un´altra settimana la ragazza non si è più vista a scuola, mentre si inseguivano le voci di un suo volontario trasferimento presso un altro istituto scolastico. Ieri però la studentessa è tornata regolarmente in classe. «Sebbene il professore non sia rimasto particolarmente scosso dall´episodio - insiste il preside - ha comunque ritenuto opportuno che quanto è avvenuto fosse portato a conoscenza degli investigatori. Nei prossimi giorni su questo fatto si terrà una riunione di tutti i docenti».
(Fonte: repubblica.it)
martedì 27 novembre 2007
Educatore sotto accusa

Educatore per bimbi difficili sotto accusa per pedofilia
Vittime due bambine di 12 anni. Una delle due ha gravi problemi di natura psichica
Un educatore volontario per alunni problematici. Un impegno delicato per un anziano ex bancario, che ha superato i 65 anni, che dava il suo contribuito in una scuola media. Un nonno dall mani lunghe però, finito sotto inchiesta per violenza sessuale aggravata, per la denuncia di una dodicenne.

"Anna", la chiameremo così, non solo ha raccontato di essere stata toccata dall'anziano, ma anche che una sua compagna di classe, con gravi disturbi, le aveva confessato di aver subito lo stesso trattamento. Per non parlare delle frasi oscene che il volontario avrebbe rivolto a un altro ragazzino, compagno di classe delle due bambine. Tutto è cominciato nel 2005 con la denuncia di Anna e dopo la segnalazione da parte della scuola che aveva avviato anche una inchiesta interna. Il racconto di Anna è stato poi confermato in un incidente probatorio in cui la ragazzina ha ripercorso le molestie del pedofilo. Un'esperienza molto più difficile per l'altra bimba che qualche giorno fa davanti al gup, dopo aver parlato a lungo delle sue giornate e dei suoi hobby, si è come bloccata al solo ricordo dell'uomo e a quello che le faceva. Per il pm Isidoro Palma potrebbe essere il riscontro del trauma subito dalla vittima, che ha già grossi problemi, e che si è chiusa nel momento in cui doveva ricordare la violenza. Il giudice Vincenzo Tutinelli deciderà alla prossima udienza se la testimonianza potrà far parte delle prove contro l'anziano che ha sempre negato ogni tipo di accusa. Poi ci saranno le richieste dell'accusa e quindi la sentenza con il rito abbreviato.
Quello che è certo è che i casi di pedofilia in quelli che dovrebbero essere ambiti protetti - chiese palestre scuole - appaiono in aumento. Ogni anno ogni sostituto procuratore del pool che si occupa di reati contro le fasce deboli si trova sul tavolo dai 10 ai 20 fascicoli. Moltiplicando al minimo per il numero di pm siamo di fronte a poco meno di 100 casi all'anno. Spesso la scuola diventa un punto di riferimento importante per gli inquirenti, ma altre volte le inchieste interne rischiano di danneggiare il lavoro degli investigatori e dei magistrati.
Vittime due bambine di 12 anni. Una delle due ha gravi problemi di natura psichica
Un educatore volontario per alunni problematici. Un impegno delicato per un anziano ex bancario, che ha superato i 65 anni, che dava il suo contribuito in una scuola media. Un nonno dall mani lunghe però, finito sotto inchiesta per violenza sessuale aggravata, per la denuncia di una dodicenne.

"Anna", la chiameremo così, non solo ha raccontato di essere stata toccata dall'anziano, ma anche che una sua compagna di classe, con gravi disturbi, le aveva confessato di aver subito lo stesso trattamento. Per non parlare delle frasi oscene che il volontario avrebbe rivolto a un altro ragazzino, compagno di classe delle due bambine. Tutto è cominciato nel 2005 con la denuncia di Anna e dopo la segnalazione da parte della scuola che aveva avviato anche una inchiesta interna. Il racconto di Anna è stato poi confermato in un incidente probatorio in cui la ragazzina ha ripercorso le molestie del pedofilo. Un'esperienza molto più difficile per l'altra bimba che qualche giorno fa davanti al gup, dopo aver parlato a lungo delle sue giornate e dei suoi hobby, si è come bloccata al solo ricordo dell'uomo e a quello che le faceva. Per il pm Isidoro Palma potrebbe essere il riscontro del trauma subito dalla vittima, che ha già grossi problemi, e che si è chiusa nel momento in cui doveva ricordare la violenza. Il giudice Vincenzo Tutinelli deciderà alla prossima udienza se la testimonianza potrà far parte delle prove contro l'anziano che ha sempre negato ogni tipo di accusa. Poi ci saranno le richieste dell'accusa e quindi la sentenza con il rito abbreviato.
Quello che è certo è che i casi di pedofilia in quelli che dovrebbero essere ambiti protetti - chiese palestre scuole - appaiono in aumento. Ogni anno ogni sostituto procuratore del pool che si occupa di reati contro le fasce deboli si trova sul tavolo dai 10 ai 20 fascicoli. Moltiplicando al minimo per il numero di pm siamo di fronte a poco meno di 100 casi all'anno. Spesso la scuola diventa un punto di riferimento importante per gli inquirenti, ma altre volte le inchieste interne rischiano di danneggiare il lavoro degli investigatori e dei magistrati.
(Fonte: Epolis Milano)
lunedì 26 novembre 2007
Memorie corte

Il 16 maggio scorso pubblicavo questa vignetta, riguardo ai presunti abusi commessi in una scuola di Rignano Flaminio. A distanza di sei mesi proprio dal web arrivano nuovi impulsi alle indagini, dopo il rilascio di alcuni degli indagati e la pubblicazione di un libro, "Ho visto l'uomo nero" del giornalista Claudio Cerasa, che raccontava lo sviluppo di questo caso complicato e delicato. Si discute ancora se i presunti abusi si sono davvero verificati o se le testimonianze dei bambini siano state manovrate da genitori troppo allarmisti. Come paventavo nella vignetta, nel frattempo, la gente comune ha dimenticato. Qualcun'altro forse no.
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