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mercoledì 3 febbraio 2010
lunedì 14 dicembre 2009
venerdì 11 dicembre 2009
lunedì 9 novembre 2009
Maometto pedofilo
Daniela Santanchè, leader del Movimento per l'Italia, durante un'accesa discussione sul crocefisso nelle scuole offende il profeta Maometto: "Era un poligamo e un pedofilo, ha sposato una bambina di nove anni."
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sabato 7 novembre 2009
Vini d'annata

Il nonnino pedofilo fotografa la nipote: «Zitta o le pubblico»
La bimba, 12 anni, costretta a scendere in cantina.
TORINO, 6 novembre 2009 - L'uomo la invitava a scendere in cantina e la faceva spogliare per poi scattare delle foto che conservava sul suo computer, insieme ad altro materiale pedopornografico. La polizia è arrivata a lui proprio nel corso di un'indagine contro la pornografia su internet. Oltre che di detenzione di materiale pedopornografico dovrà rispondere di violenza privata, avendo minacciato la bambina di pubblicare le foto su web se ne avesse parlato a qualcuno.
L'uomo ha comunque ottenuto gli arresti domiciliare in considerazione dell'età.
L'uomo ha comunque ottenuto gli arresti domiciliare in considerazione dell'età.
(Fonte: cronacaqui.it)
Rassegna stampa

Condannato a due anni il padre orco
RIMINI, 06/11/2009 - E' stato condannato a due anni l'operaio riminese di 40 anni colpevole di aver abusato non una ma più volte della figlia minore, che all'epoca dei fatti aveva solo 4 anni. La bimba, che ha ora 6 anni, era riuscita a confessare tutto alla madre, che con l'uomo ha anche un'altra figlia di due anni più piccola; a metterla in allarme erano stati i genitori di lei. La donna aveva capito che la figlia raccontava di essere stata invitata dal padre a prendere in mano il pene, ad accarezzarlo e a baciarlo. La piccola si era spinta ancora di più nel dettaglio spiegando che in un’occasione si era rifiutata dicendo chiaramente al padre che quella cosa le faceva schifo. Invano, durante il processo che ne è seguito, l’uomo ha cercato di spiegare che si trattava di un equivoco. Si tratta ora di capire se la madre della bambina intenderà avviare anche le pratiche per chiedere al Tribunale dei minori di togliere a quell’uomo la patria potestà.
(Fonte: romagnanoi.it)
Violentava la nuora e la nipote di 5 anni: arrestato l'orco
ARIANO IRPINO, 05/11/2009 – Una giovane mamma di 25 anni subiva gli abusi del suocero, un contadino 65enne che viveva con lei in un casolare cadente e mal tenuto, da ben 9 anni, sin da quando era ancora minorenne. Lei aveva sempre taciuto, forse perché l’orco l’aveva sempre minacciata, ma le sue attenzioni negli ultimi tempi avevano preso di mira anche la sua figlioletta di 5 anni e nel luglio scorso ha denunciato tutto agli agenti del Commissariato di Polizia del Tricolle. Un racconto terrificante, che ha suscitato sconcerto agli stessi funzionari della Questura che a termine delle indagini hanno quindi tradotto in carcere il suocero.
(Fonte: irpinianews.it)
Abusa della figlia 12enne della convivente. In manette.
VARESE, 05/11/2009 - Sembrava una storia d’amore come tante altre fra due sudamericani, ma la realtà era ben diversa. Mesi di sofferenza, da aprile ad oggi, passati nel silenzio fino alla drammatica rivelazione avvenuta alcuni giorni fa: gli abusi sessuali confessati dalla figlia della donna, una ragazza di appena 12 anni, da parte del convivente. L'orco, un sudamericano di 40 anni, si è rifugiato da alcuni connazionali vicino a Milano, ma è stato presto catturato.
(Fonte:satelionews.it)
Finto fotografo adescava minori
ROMA, 06/11/2009 - Le aspettava all'uscita della scuola media "Parini", dove ormai era conosciuto da tutti gli studenti, e le adescava con la promessa di book fotografici gratuiti e di una facile scalata verso il mondo della moda. Il 42enne, in realtà autista di scuolabus, portava così a casa sua - senza pressioni o minacce - ragazzine tra gli 11 e i 13 anni pronte a tutto per una foto su una rivista patinata, ritraendole in gruppo o da sole, in lingerie o seminude sul letto in pose provocanti, per poi catalogarle nel suo archivio privato. In molti casi erano le stesse ragazzine a portarsi da casa i «costumi di scena». Segnalato da un 13enne forse geloso, durante un normale controllo antidroga nelle scuole del territorio, è scattata la denuncia a piede libero per pornografia minorile.
(Fonte: iltempo.it)
Ha abusato per 10 anni della figlia
CASTELNOVO MONTI, 06/11/2009 - Ha costretto la figlia di soli 11 anni a subire e compiere atti sessuali, ha legato l'altro figlio a un letto con delle catene, percuotendolo con la cinghia. Ha sottoposto la moglie a continue vessazioni e minacce di morte. Un'intera famiglia di un paese del nostro appenino ha subito in silenzio, per quasi 10 anni, le violenze di un uomo, che si faceva chiamare padre, o marito. Per una madre e i suoi due figli, che hanno vissuto nella paura, ora l'incubo è finito. I carabinieri di Castelnovo Monti hanno arrestato un operaio di 53 anni. Le accuse contro di lui pesano come macigni: violenza sessuale nei confronti della figlia minorenne, maltrattamenti in famiglia, violenza privata.
CASTELNOVO MONTI, 06/11/2009 - Ha costretto la figlia di soli 11 anni a subire e compiere atti sessuali, ha legato l'altro figlio a un letto con delle catene, percuotendolo con la cinghia. Ha sottoposto la moglie a continue vessazioni e minacce di morte. Un'intera famiglia di un paese del nostro appenino ha subito in silenzio, per quasi 10 anni, le violenze di un uomo, che si faceva chiamare padre, o marito. Per una madre e i suoi due figli, che hanno vissuto nella paura, ora l'incubo è finito. I carabinieri di Castelnovo Monti hanno arrestato un operaio di 53 anni. Le accuse contro di lui pesano come macigni: violenza sessuale nei confronti della figlia minorenne, maltrattamenti in famiglia, violenza privata.
(Fonte:telereggio.it)
mercoledì 4 novembre 2009
Morte al pedofilo!
Impiccagione in diretta TV. Questa la nuova provocazione dell'emittente televisiva britannica Channel 4, che lunedì 9 novembre trasmetterà una fiction incentrata sulla figura di Paul Gadd, meglio conosciuto come la rock star inglese degli anni '70 Gary Glitter ed interpretato dall'attore scozzese Hilton McRae.
Channel 4: the excution of Gary Glitter
Gary Glitter ha alle spalle diversi precedenti per pedofilia. Nel 1999 ha scontato quattro mesi di prigione in patria per detenzione di materiale pedopornografico. Nel 2002 è stato espulso dalla Cambogia e nel 2008 è uscito dalle carceri vietnamite dopo aver scontato tre anni di detenzione per aver tentato di molestare due bambine di 11 e 12 anni. Nel marzo 2006, infine, si è scoperto che, quattro mesi prima, l'ex cantante aveva avuto una figlia da una prostituta vietnamita e che questa gli aveva venduto la sua nipotina di 10 anni.
La fiction dal titolo "The execution of Gary Glitter" si svolge in una immaginaria Inghilterra in cui viene reintrodotta la pena di morte (abolita nel 1969), con una legge contro la pedofilia denominata "Capital Crimes Against Children". In questo mondo parallelo il primo ad essere condannato è Paul Gadd ed il film segue con taglio documentaristico il suo processo e la sua condanna a morte.L'intento dichiarato della rete è quello di riaprire il dibattito sulla pena di morte; per lanciare il film, la rete ha commissionato un sondaggio in cui il 70 per cento degli intervistati si è dichiarato favorevole a reintrodurre la pena di morte per alcuni crimini.
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martedì 3 novembre 2009
Strade sicure
Pedofilo sorpreso seminudo con quattro bambine in autoDurante la perquisizione a casa del fermato sono state sequestrate videocassette contenenti materiale pedopornografico. Il cinquantasettenne di Carpenedolo, incensurato e sposato con una figlia ormai grande, dopo la conferma della custodia avvenuta l'8 ottobre, rimane in una cella di isolamento della casa circondariale di Canton Mombello (un regime che per lui è una garanzia di incolumità da una legge non scritta che in carcere equipara i pedofili agli infami). Nel frattempo la difesa ha fatto richiesta di una perizia psichiatrica. «Se la pedofilia è una devianza vorrei che qualcuno ci dicesse - spiega l'avvocato Marino Colosio - se il mio assistito sapeva quello che stava facendo ed è tuttora consapevole della sua condizione e delle sue azioni».
(Fonti: corriere.it, in-dies.info, taggatore.com, irispress.it, bresciaoggi.it, poliziadistato.it)
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Padre orco in cella
Abusi sessuali sulla figlia neonata. Padre orco in cella
Nei guai anche la mamma che ricattava il marito ma che continua a vivere accanto alla bambina
Nei guai anche la mamma che ricattava il marito ma che continua a vivere accanto alla bambina
TORINO, 3 novembre 2009 - Alcuni giorni fa un uomo è stato condannato a 5 anni e 4 mesi dal tribunale di Torino per avere compiuto atti sessuali ai danni della figlia quando lei era nata da appena tre mesi. Dopo la sentenza, l’imputato, ancora a piede libero, era tornato a vivere con la bambina e con la compagna, ma ieri è stato arrestato.
L’uomo, che abita ad Anzio in provincia di Roma, è stato portato in carcere da agenti della sezione di polizia giudiziaria torinese. La misura cautelare è stata firmata dal gup Edmondo Pio per prevenire rischi di reiterazione del reato. Nel frattempo, era finita nel mirino della magistratura anche la mamma della piccola, indagata con l’accusa di concorso omissivo in violenza sessuale.
Le intercettazioni telefoniche avevano infatti consentito di scoprire che la donna era a conoscenza degli abusi commessi dal marito e per questo motivo ricattava l’uomo: «Fai come ti dico, altrimenti ti denuncio». Protagonisti della vicenda sono un uomo che oggi ha 70 anni e la moglie di 47. Sono i genitori della piccola, nata nel 2003 ( quando la famiglia abitava a Torino e papà orco aveva 66 anni) e vittima di abusi sessuali da parte del padre già tre mesi più tardi. L’uomo aveva l’abitudine di mettersi completamente nudo nel letto matrimoniale, accanto alla neonata. Poi infilava una mano nel pannolino della piccola e la accarezzava nelle parti intime. Altre volte sfregava il proprio organo sessuale contro il pannolino della bimba, procurandole arrossamenti e sanguinamenti vaginali. Un giorno la mamma della neonata si è accorta della presenza di un pelo pubico nei pannolini della figlia, credendo che il problema fosse legato alla marca dei pannolini, decise di acquistarne di un’altra marca.
Ma i peli pubici non sparirono. La donna continuò a non sospettare di nulla, poi qualche giorno più tardi, rientrata a casa, scoprì il marito occupato a sfregare il proprio pene contro il pannolino della bimba. La donna restò in silenzio a osservare, ma da quel momento in avanti cominciò a ricattarlo.
Tutti fatti emersi nel corso delle intercettazioni telefoniche disposte dal tribunale: «Guarda che se mi girano i coglioni te ce faccio finire in carcere», «L’altro anno a novembre so esplosa», «Per fortuna lei era piccola e non ricorda nulla», «L’ho staccata molto dal padre, ma mi so dovuta licenziare per non lasciarli soli».
Frasi che non hanno lasciato dubbi: la madre sapeva e ha taciuto. Anzi, la madre sapeva e ha ricattato il marito. Ecco perché, adesso, è finita nei guai anche lei. Peccato, però, che la donna continui a vivere con la figlia. Toccherà al Tribunale di Roma (dal momento che la famiglia si è trasferita nel frattempo in una località del Lazio) prendere una decisione, dopo l’arresto del padre, su questa situazione paradossale.
L’uomo, che abita ad Anzio in provincia di Roma, è stato portato in carcere da agenti della sezione di polizia giudiziaria torinese. La misura cautelare è stata firmata dal gup Edmondo Pio per prevenire rischi di reiterazione del reato. Nel frattempo, era finita nel mirino della magistratura anche la mamma della piccola, indagata con l’accusa di concorso omissivo in violenza sessuale.
Ma i peli pubici non sparirono. La donna continuò a non sospettare di nulla, poi qualche giorno più tardi, rientrata a casa, scoprì il marito occupato a sfregare il proprio pene contro il pannolino della bimba. La donna restò in silenzio a osservare, ma da quel momento in avanti cominciò a ricattarlo.
Tutti fatti emersi nel corso delle intercettazioni telefoniche disposte dal tribunale: «Guarda che se mi girano i coglioni te ce faccio finire in carcere», «L’altro anno a novembre so esplosa», «Per fortuna lei era piccola e non ricorda nulla», «L’ho staccata molto dal padre, ma mi so dovuta licenziare per non lasciarli soli».
Frasi che non hanno lasciato dubbi: la madre sapeva e ha taciuto. Anzi, la madre sapeva e ha ricattato il marito. Ecco perché, adesso, è finita nei guai anche lei. Peccato, però, che la donna continui a vivere con la figlia. Toccherà al Tribunale di Roma (dal momento che la famiglia si è trasferita nel frattempo in una località del Lazio) prendere una decisione, dopo l’arresto del padre, su questa situazione paradossale.
(Source: cronacaqui.it)
sabato 27 giugno 2009
mercoledì 27 maggio 2009
Era mia figlia

Al Teatro del Tre di Catania, venerdì 22, sabato 23 e domenica 24 maggio 2009, andrà in scena “Era mia figlia” dell’autore catanese Luigi Favara, con la regia di Giovanni Scuto, interpretato da Liliana Scalia, Stefania Micale, Cettina Giorgianni, Roberto Pricoco e dallo stesso Luigi Favara.
Il dramma, presentato nell’ambito delle attività culturali e teatrali, dell’Associazione “Oltre le quinte “, affronta il tema della pedofilia e lo fa attraverso descrizioni realistiche e metafisiche, di teatro verità, di avanguardia e di tragedia greca euripidea, con squarci della nostra terra e delle nostre tradizioni fino all’enunciazione, rappresentata in maniera molto efficace dagli attori, di alcuni articoli della “Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia”.
“Era mia figlia” racconta di una madre siciliana che, emigrata con la figlia tredicenne, per cause di forza maggiore, tra le colline Venete, si trova improvvisamente a vivere uno dei momenti peggiori che un genitore possa immaginare di trascorrere: “lo stupro e la morte violenta della figlia” per mano di un pedofilo.
La finalità della rappresentazione è quella di porre l’attenzione su un argomento, purtroppo, drammaticamente attuale, non solo denunciando il crimine in se stesso ma, anche, evidenziando le assenze degli enti preposti alla difesa ed alla sicurezza dei minori.
La pedofilia rappresenta un argomento scomodo, di non facile trattazione, per le implicazioni non solo morali ma, anche religiose che comporta (basti pensare a Sex crimes and Vatican, video scandalo del 2006 che, documenta abusi sessuali sui minori, da parte di membri del clero irlandese e svela le manovre del Vaticano, accusato di voler insabbiare i vari casi). Cinema, teatro e letteratura hanno, spesse volte, affrontato il tema della pedofilia, anche se talvolta, è stato un percorso difficoltoso, ne è un esempio “Animanera” opera prima di Raffaele Verzillo , il film realizzato nel 2006 è riuscito a trovare una casa di distribuzione, dopo ben 2 anni, flop ai botteghini a parte. Un capolavoro del cinema di casa nostra è, invece, “Morte a Venezia” di Luchino Visconti del ’71, tratto dal romanzo di Thomas Mann, ”La morte a Venezia”, il film racconta l’attrazione di un musicista cinquantenne per un adolescente polacco, presentato al 24esimo Festival di Cannes. E, come non menzionare, ”La mala educacion” di Pedro Almodovar che racconta la storia di due adolescenti omosessuali e di un prete, Don Manolo; o ancora, “Mystic River” diretto da Clint Eastwood, che ha vinto due Oscar e un Golden Globe. Del 2008 è “Il dubbio”, pellicola scritta e diretta da John Patrick Shanley , adattamento cinematografico dell’omonimo dramma teatrale. 1964, in una scuola del Bronx , un prete è sospettato di aver abusato di un ragazzino di colore, tra gli interpreti Meryl Streep, che per questo film ha ottenuto la candidatura all’Oscar 2009.
L’opera di Shanley è stata riproposta sui palcoscenici italiani, in quest’ultima stagione teatrale, interpretata da Stefano Accorsi per la regia di Sergio Castellitto. Il teatro affronta il tema della pedofilia nella rilettura che Juan Mayorga fa della celebre fiaba dei fratelli Grimm, “Il pifferiaio magico”. “Hamelin di Mayorga” racconta l’inchiesta su un caso di presunte molestie sessuali subite da un bambino. “Bangkok”, la trilogia di Renato Giordano, è, invece una commedia shock che affronta il tema del turismo sessuale, tema che è al centro dell’opera teatrale, del regista Giulio Cavalli,” Bambini a dondolo”.
Il tema della pedofilia è stato al centro di molte pagine della letteratura, trattato esplicitamente o in maniera più velata, superfluo è dire di Pasolini, markettaro, ma laico convinto, forse, solo un omosessuale tra i suoi “Ragazzi di vita”. Tra gli scrittori siciliani, Camilleri, affronta il tema, è ne “La presa di Macallè”, ambientato nel 1935, durante la guerra d’Etiopia, il romanzo racconta la storia di Michelino abusato dal professor Gorgerino, è nelle inchieste di Montalbano che incrociano, anche, le vite di minori abusati.
articolo di Milena Vigneri
(Fonte: siciliatoday.net)
(Fonte: siciliatoday.net)
lunedì 25 maggio 2009
Facere e docere

Abusi sui minori irlandesi:
l’inchiesta del governo accusa gli istituti cattolici
«Migliaia di casi». Il cardinale Brady: provo vergogna
LONDRA — Thomas Wall è oggi un signore di sessant’anni e porta dentro di sé l’incubo di quelle giornate trascorse nella scuola-riformatorio gestita dalla congregazione dei «Fratrum Christianorum», i Brother Christians di Glin, la città irlandese sul fiume Shannon. Lì dentro la vita quotidiana era segnata dagli orrori. «Ero un bambino e ogni giorno un presule abusava di me. N o , non c’era modo di evitarlo, era così per tutti, ventiquattro ore su ventiquattro, la tua intimità veniva violata». E i piccoli dovevano piegarsi alle perversioni degli uomini di Chiesa o dei compagni più grandi che avevano la «supervisione» notturna sulle camerate.
Accadeva pure negli altri istituti della contea di Limerick, sempre sotto l’insegna dei «Fratrum Christianorum» il cui motto è «Facere e docere», fare e insegnare. Ma ciò che facevano e insegnavano era qualcosa di orribile, di disgustoso. Come anche in altri collegi dell’Irlanda: ad esempio governati dalle «Sorelle della Pietà» le quali scambiavano le opere di bene per un diritto assoluto di appropriazione dei minori che imprigionavano. Sadie O’Meara era un’adolescente: «Mi rinchiudevano a chiave la sera, il cibo era fetente, alle finestre c’erano le sbarre, mi maltrattavano, non mi dissero neppure che mia madre era morta». Era questa la regola: scuole lager, orfanotrofi lager.
Un rapporto choc di 2575 pagine e si alza il sipario su un teatro raccapricciante nel quale «stupri, molestie e abusi erano endemici». È durata nove anni l’inchiesta della commissione presieduta dal giudice dell’alta corte, Sean Ryan, e alla fine i risultati rivelano che le «industrial schools» irlandesi per 35 mila bambini e ragazzi abbandonati o in difficoltà, devianti o senza più i genitori, un network di 250 istituti organizzati dagli ordini religiosi cattolici per oltre mezzo secolo, fino alla chiusura decisa negli Anni Novanta, sono stati il palcoscenico segreto di crudeltà «che avevano lo scopo di provocare dolore e umiliazione».
Centinaia di testimonianze descrivono il clima di schiavitù e di terrore. In una scuola della contea di Galway, remota, fondata nel 1885, per decenni tre presuli si sono accaniti contro i giovani. In un’altra la «San Giuseppe » per i sordi, a Cabra, i superiori hanno coperto, persino davanti agli ispettori, le scorribande punitive sugli ospiti. Sei riformatori hanno accolto mister John Brander, un educatore. Solamente di facciata. Era un «serial sexual and physical abuser», un maniaco violento. Fino a che ha concluso la «carriera » in prigione. E al riformatorio di San Patrizio tenevano addirittura un registro con il diario delle punizioni corporali inflitte dallo «staff religioso». Nella istituzione controllata dalle «Sorelle della Pietà», nella contea di Waterford, i ragazzi e le ragazze erano malnutriti, in compenso riempiti di alcol.
Uno scandalo che sconquassa la Chiesa cattolica nel Regno Unito. Quasi tutti i responsabili degli abusi e delle violenze sono garantiti da «immunità penale » perché nel 2004 la magistratura, su appello delle Congregazioni, assicurò l’anonimato degli aguzzini. Ora i vertici ecclesiali invocano il perdono, promettono il repulisti. Il Primate della Chiesa irlandese, Sean Brady, è esplicito: «Provo vergogna». Il comitato che tutela le vittime delle violenze scoperte dalla commisione si ribella. «Tocca al Papa convocare un concistoro speciale per investigare le attività della Chiesa cattolica in Irlanda».
(Fonte: corriere.it)
domenica 24 maggio 2009
Un calcio alla pedofilia

Si terrà il prossimo lunedì 25 maggio, alle ore 11 nella sala convegni dell’Ospedale Santissima Annunziata in via Egiziaca a Forcella - Napoli, la Conferenza Stampa di presentazione del progetto 1° Trofeo “UN CALCIO ALLA PEDOFILIA e UN CALCIO ALL’ILLEGALITA’ ”.
L’iniziativa, che rientra nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto della pedofilia e dei maltrattamenti sui minori, è organizzata dall’Associazione “P.A.I.D.E.I.A. onlus”, Associazione “Scugnizzi”, Ufficio del Garante dell’Infanzia e dell’ Adolescenza della Regione Campania, Centro Sportivo “Il Boschetto” A.S.D. Mariano Keller, e gode dei patrocini della Presidenza del Consiglio Regionale della Campania, Provincia di Napoli, Curia Arcivescovile, Comuni di Cercola, Casavatore, Pollenatrocchia, Villa di Briano, Sapri.
Al torneo parteciperanno 36 squadre di vari club calcistici della Campania iscritti alla F.I.G.C. suddivisi in categorie per anni di età compresa tra i sette e i diciassette anni, una squadra di calcio dell’Istituto Penale per Minorenni di Nisida e una squadra di Scugnizzi. L’evento si svolgerà nei giorni 29/30 maggio 2009 presso la società sportiva Il Boschetto A.S.D. Mariano Keller di Capodichino, mentre le finali di ogni categoria e la partita “Un calcio all’illegalità” avranno luogo il giorno 31 maggio presso il Centro Sportivo Caravita di Cercola.
Al calcio di inizio delle ore 9 di venerdì 29 maggio, che avverrà alla presenza di Gennaro Iezzo Testimonial del Trofeo, saranno schierati in campo tutti i 718 bambini che partecipano al torneo e che indosseranno la maglietta con la scritta a retro “Un calcio alla pedofilia”.
Interverranno: Gennaro Imperatore, Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza Regione Campania, Roberto Gentile, Pubblico Ministero Tribunale per i Minorenni di Napoli, Gianluca Guida, Direttore del Carcere Minorile di Nisida, don Tonino Palmese, Coordinatore Regionale di “Libera”, Franco Roberti, Capo della Procura di Salerno, Domenico Ummarino, Presidente Regionale Società Italiana di Pediatria, Enrico Guida, Direttore Sanitario Ospedale SS Annunziata, Maria Carmela Inverno, Sociologa specializzata in diritto della Famiglia e dei Minori, Gennaro Iezzo, Portiere della Società Calcio Napoli. Ad introdurre e moderare gli interventi sarà Mariano Piscopo, Giornalista.
La Stampa, i Cittadini della Regione Campania e quanti vogliono partecipare al grido “NO alla PEDOFILIA e all’ ILLEGALITA’ ” sono invitati.
(Fonte: napoli.cronacacity.com)
domenica 5 aprile 2009
Di madre in figlia
Quando pensi di aver raggiunto il fondo, comincia a scavare.
In manette un pensionato di 61 anni e due cugine di 38 e 39
Le vittime, sei e sette anni, erano già state tolte alle famiglie
Abusava delle figlie delle amanti
Tre arresti nel Materano
Le indagini sono state avviate dai carabinieri sulla base della relazione presentata dai servizi sociali dopo che le piccole erano state sottratte alle famiglie nella primavera dello scorso anno. Gli arresti sono stati effettuati in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare del Gip di Matera su richiesta della Procura: il pensionato è in carcere mentre le donne sono ai domiciliari.
In manette un pensionato di 61 anni e due cugine di 38 e 39
Le vittime, sei e sette anni, erano già state tolte alle famiglie
Abusava delle figlie delle amanti
Tre arresti nel Materano
MATERA, 2 aprile 2009 - Un altro agghiacciante caso di violenza sessuale su minori. Vittime due bambine di sei e sette anni, in una situazione di degrado e di indigenza. I carabinieri di Policoro hanno arrestato stamane un pensionato sessantunenne e due donne di 38 e 39 anni, cugine tra loro. L'uomo, convivente di una delle due, aveva una relazione anche con l'altra e da tempo abusava sessualmente delle loro figlie. Le donne erano consenzienti agli atti di violenza e minacciavano le bambine per indurle a non dire nulla. Oltre alle violenze, le piccole erano costrette ad assistere anche a rapporti sessuali tra adulti.
Le indagini sono state avviate dai carabinieri sulla base della relazione presentata dai servizi sociali dopo che le piccole erano state sottratte alle famiglie nella primavera dello scorso anno. Gli arresti sono stati effettuati in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare del Gip di Matera su richiesta della Procura: il pensionato è in carcere mentre le donne sono ai domiciliari.(Fonte: repubblica.it)
venerdì 3 aprile 2009
Il Trenino dell'amore
per rispetto dei lettori che non l'hanno gradita e si sono sentiti offesi
Violentato a 8 anni e costretto ad abusi su piccolo di 5
1 aprile 2009 - L' orco è stato incastrato da un bambino di dieci anni costretto a subire violenza e che, poiché costretto a sua volta, ha molestato un altro bimbo di cinque anni. «Un racconto lucido e logico» lo ha definito il capo della squadra mobile Francesco Messina che, con grande imbarazzo (anche lui è papà), ha dato i dettagli di una storia che non avrebbe mai voluto raccontare. C' è tutta la follia umana nella vicenda che ha coinvolto due bambini in tenera età e che ha portato a San Vittore un operaio ecuadoriano di 42 anni che nel tempo libero curava l' orto di una comunità per ragazzi difficili. Il protagonista è un bambino che all' epoca dei fatti aveva 8 anni. Un bimbetto sveglio che viene da una famiglia problematica. Il papà non c' è più, la mamma in passato ha dovuto combattere con la droga: adesso ne è uscita e ha un lavoro. Il bimbo frequentava una comunità di religiosi nel pavese (come se fosse un oratorio) e si era affezionato a Shiki Tankamash, 42 anni, operaio in una ditta di carrelli di Arese che abita a Rosate. «Una sorta di figura paterna» ha spiegato il vicequestore Alessandra Simone. Approfittando di questa simpatia del ragazzino, l' ecuadoriano ha messo in atto una sorta di azione «in tre stadi». «Prima lo ha portato a vedere dei pesciolini - ha spiegato il capo della mobile - poi ha cominciato ad allungare le mani. Con una scusa lo ha invitato a casa dicendogli che c' era suo nipote e che così potevano giocare assieme. Infine gli abusi veri e propri con minacce se avesse detto qualcosa alla mamma». Non contento l' ecuadoriano si è spinto oltre:«Devi fare le stesse cose che facciamo io e te con il tuo amichetto di 5 anni». Un azzardo che gli è costato caro. Il bimbo più piccolo ha raccontato alcuni particolari alla mamma che si è spaventata e ha contattato la madre del ragazzino più grande. Assieme sono andate in comunità e hanno coinvolto i religiosi. Da qui la denuncia. Il bambino (oggi 10 anni) è stato sottoposto a due interrogatori protetti alla presenza di uno psicologo e ha fornito un racconto che ha permesso di incastrate il suo aguzzino. Particolari precisi confermati dall' amichetto di 5 anni. Il capo della mobile ha fornito un altro dato significativo: «Il 94 per cento delle violenze avviene tra le mura domestiche, il restante per strada.»
(Fonte: corriere.it)
domenica 25 gennaio 2009
Pettirosso

Grandi polemiche per la canzone "Pettirosso", contenuta nel nuovo album di Gino Paoli, il 74enne cantautore famoso per canzoni come "Sapore di mare". La canzone parla di un pedofilo 70enne che muore tra le braccia di una bimba mentre abusa di lei. La carezza della bimba sembra un gesto di pietà che ha scandalizzato l'opinione pubblica.
Pettirosso
Aveva gli occhi come un pettirosso
era una donna di undici anni e mezzo
si alzò la gonna per saltare il fosso
aveva addosso un vestitino rosso.
Mentre passava in mezzo a quel giardino
di settant'anni incontrò un bambino
voleva ancora afferrare tutto
e non sapeva cos'é bello e cos'é brutto
e l'afferrò con cattiveria
lei si trovò le gambe in aria
lui che cercava cosa fare
c'era paura e c'era male.
E il male lo afferrò proprio nel cuore
come succede con il primo amore
e lei allora lo prese tra le braccia
con le manine gli accarezzò la faccia
così per sempre si addormentò per riposare
come un bambino stanco di giocare.
Aveva gli occhi come un pettirosso
era una donna di undici anni e mezzo
si alzò la gonna per saltare il fosso
aveva addosso un vestitino rosso.
Mentre passava in mezzo a quel giardino
di settant'anni incontrò un bambino
voleva ancora afferrare tutto
e non sapeva cos'é bello e cos'é brutto
e l'afferrò con cattiveria
lei si trovò le gambe in aria
lui che cercava cosa fare
c'era paura e c'era male.
E il male lo afferrò proprio nel cuore
come succede con il primo amore
e lei allora lo prese tra le braccia
con le manine gli accarezzò la faccia
così per sempre si addormentò per riposare
come un bambino stanco di giocare.
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giovedì 4 dicembre 2008
Pedopornografia

ROMA, 8 novembre 2008 - I consumatori italiani di pornografia minorile sono triplicati in quattro anni, con un incremento del 188% rispetto al 2004, che pone l'Italia al quinto posto della classifica dei paesi del G8 per quanto riguarda la pedofilia in Internet. Lo segnala il rapporto mensile dell'Osservatorio internazionale sulla pedofilia online di Telefono Arcobaleno.
L'organizzazione italiana nell'ultimo anno ha inoltrato alle autorità di tutto il mondo 37.263 segnalazioni, in media 850 alla settimana, 122 al giorno, con un incremento del 21,56% rispetto alla stesso periodo dell'anno scorso.
"Germania, Usa, Russia, Regno Unito, Italia, Canada, Francia, Giappone, ovvero il G8 - spiega Telefono Arcobaleno in una nota - sono proprio i primi otto Paesi 'consumatori' di pornografia minorile, con una domanda che assorbe circa i tre quarti degli scambi mondiali e alimenta incessantemente il circuito perverso e criminale della richiesta di nuovi materiali e della loro produzione e distribuzione".
La classifica prosegue con Svizzera, Spagna e Olanda. Secondo Telefono Arcobaleno in questo "mercato dell'orrore l'Europa è epicentro assoluto: oltre il 90% dei bambini sfruttati è di razza europea, l'86% dei materiali pedofili è allocato in territorio europeo, i due terzi dei clienti sono europei".
Il rapporto mensile riguarda esclusivamente i siti con espliciti contenuti e materiali pedofili e pedo-pornografici segnalati da Telefono Arcobaleno all'Interpol e alle polizie nazionali secondo le rispettive competenze e, in Italia, all'Autorità giudiziaria e al Nucleo Investigativo Telematico.
(Fonte: repubblica.it)
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lunedì 27 ottobre 2008
Un solo Dio

UDINE - Un prete e un imam, professionisti e studenti, operai e impiegati: secondo la Polposta di Udine "c'è uno spaccato quasi completo della società italiana" nell'indagine sulla pedopornografia che ha portato ad arrestare due persone, indagarne un centinaio di persone (98 per la precisione) e a sequestrare 118 computer e un ingente quantità di materiale.
L'operazione è stata denominata "I West". Le persone indagate sono di età compresa tra i 26 e 59 anni "e rispecchiano - ha detto Romeo Tuliozzi, responsabile della Polposta di Udine - un po' tutte le categorie sociali. Ci sono anche operatori di culto cattolici e musulmani". Impressionanti i numeri degli oggetti sequestrati: oltre ai pc, 168 hard disk, 3.634 cd, 678 dvd, 579 videocassette e 49 pendriver.
L'indagine è partita 'monitorando' un sito internet, per accedere al quale si doveva pagare 98 dollari, che pubblicizzava solamente materiale pedopornografico. Si è così potuto appurare che il server era negli Stati Uniti, mentre la società che gestiva il traffico era di Minsk (Bielorussia). Contatti con il Dipartimento dell'Immigrazione Usa e con il Dipartimento per i crimini informatici di Minsk hanno permesso di debellare la 'banda'.
Nella capitale bielorussa, in particolare, sono stati sequestrati quattro milioni di dollari provento degli acquisti on-line di materiale pedopornografico.
In Trentino la Polizia postale ha arrestato D.P., segretario comunale del comune di Tassullo dal 1998 ma residente a Gardolo, sobborgo a nord del capoluogo, e A.G., operaio di Trento.
Mercoledì erano state perquisite le loro abitazioni e, nel caso di Passigli, anche l'ufficio in Comune dove è stato sequestrato un computer. Poi i due arresti. L'operazione "I West" segue di qualche giorno quella della polizia del Molise che aveva portato agli arresti domiciliari di altri due trentini: S.S. dipendente di un negozio di Trento e R.B. un operaio di Borgo Valsugana. A quest'ultimo sarebbero stati sequestrati una cinquantina di CD e DVD con migliaia di immagini proibite. Nell'abitazione di Trento la polizia aveva sequestrato due computer. Entrambe le persone coinvolte nell'inchiesta hanno negato di aver mai scambiato materiale pedopornografico.
(Fonte: repubblica.it)
venerdì 24 ottobre 2008
La morte del giornalismo
Dopo un lungo periodo di inattività (tornerò presto con nuove vignette) oggi do' voce a una lettrice che mi ha scritto riguardo ad una notizia dell'anno scorso che avevo riportato nel mio blog. A quanto pare quanto riportato sui giornali non era proprio la verità, o comunque i fatti erano stati storpiati. Non è una novità per il mondo del giornalismo: non è mio compito approfondire la cosa e chiarire i fatti, ma mi sembrava giusto far sentire anche un'altra versione dei fatti.
Inoltre ho preferito togliere i nomi che venivano riportati nell'articolo da me riportato: penso che non tolga nulla al mio intento di riportare i fatti che avvengono attorno a noi.
Potete leggere l'intervento tra i commenti del post originale. Lo riporto anche qui:
ciao,non lo so di dove posso cominciare,si parla purtroppo di mia familia.la mia mamma fa la prostituta di tanti anni,di una vita.di cca 4 anni si prostituisce insieme con la mia sorella quale il giornale di calabria un anno fa a scritto che ha 15 anni,ma lei aveva 17.non era prima volta in reggio calabria,e qull' ragazzo non era primo quale e andato in prigione purtroppo,loro due sono state anche in francia dove hanno messo altri ragazzi in prigione,se voi ti mando il giornale di marsille....dove e la stessa storia,io lavoro in italia come infermiera,non mi sento piu con loro,non riesco a fargli smetere,cercano gli uomini per protegerli....e questi disgraziati finiscono in prigione.mi ricordo che l'avevo chiamata quando ho visto il giornale,mi racontava che non e andata in una bara,era un ufficio dove eranno in torno le bare,e andata lei,non mia sorella di 15 anni,mi dispiace per l'agente quale legge il giornale e resta male,mi dispiace che sono nata in questa familia,mi dispiace per la familia di quel ragazzo qualle paga ora i sbagli di una vita di mia mamma,lei e stata sempre cosi,a fatto sofrire mio padre...se voi,ho tutto che voi per dimonstrarti la verita,anzi,voglio parlare con un giornalista,li dimonstro con le prove...sono stufffa,credimi.grazie Veruska perche mi hai capito.sono disposta in ogni momento di rispodere alle domande e di venire con le prove se vi interesa.
Inoltre ho preferito togliere i nomi che venivano riportati nell'articolo da me riportato: penso che non tolga nulla al mio intento di riportare i fatti che avvengono attorno a noi.
Potete leggere l'intervento tra i commenti del post originale. Lo riporto anche qui:
ciao,non lo so di dove posso cominciare,si parla purtroppo di mia familia.la mia mamma fa la prostituta di tanti anni,di una vita.di cca 4 anni si prostituisce insieme con la mia sorella quale il giornale di calabria un anno fa a scritto che ha 15 anni,ma lei aveva 17.non era prima volta in reggio calabria,e qull' ragazzo non era primo quale e andato in prigione purtroppo,loro due sono state anche in francia dove hanno messo altri ragazzi in prigione,se voi ti mando il giornale di marsille....dove e la stessa storia,io lavoro in italia come infermiera,non mi sento piu con loro,non riesco a fargli smetere,cercano gli uomini per protegerli....e questi disgraziati finiscono in prigione.mi ricordo che l'avevo chiamata quando ho visto il giornale,mi racontava che non e andata in una bara,era un ufficio dove eranno in torno le bare,e andata lei,non mia sorella di 15 anni,mi dispiace per l'agente quale legge il giornale e resta male,mi dispiace che sono nata in questa familia,mi dispiace per la familia di quel ragazzo qualle paga ora i sbagli di una vita di mia mamma,lei e stata sempre cosi,a fatto sofrire mio padre...se voi,ho tutto che voi per dimonstrarti la verita,anzi,voglio parlare con un giornalista,li dimonstro con le prove...sono stufffa,credimi.grazie Veruska perche mi hai capito.sono disposta in ogni momento di rispodere alle domande e di venire con le prove se vi interesa.
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giovedì 6 marzo 2008
Video-Amatore

Questa vignetta l'avevo pubblicata il 28 maggio 2007 in riferimento alla notizia di persone che vendevano foto di bambini nudi in cambio di ricariche di cellulare.
Questa volta a fare riprese proibite un 40enne, già condannato per pedofilia e violenza sessuale, che riprendeva bambini nudi sotto la doccia in una piscina pubblica di San Donato (MI) con una piccola telecamera.
A denunciarlo uno degli stessi bambini che si è accorto della telecamera e ha avvertito il maestro di nuoto. La perquisizione a casa dell'uomo ha portato alla scoperta di migliaia di immagini compromettenti, forse scambiate anche su internet.
Questa volta a fare riprese proibite un 40enne, già condannato per pedofilia e violenza sessuale, che riprendeva bambini nudi sotto la doccia in una piscina pubblica di San Donato (MI) con una piccola telecamera.
A denunciarlo uno degli stessi bambini che si è accorto della telecamera e ha avvertito il maestro di nuoto. La perquisizione a casa dell'uomo ha portato alla scoperta di migliaia di immagini compromettenti, forse scambiate anche su internet.
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