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domenica 7 novembre 2010

Madre a 10 anni


3 novembre 2010 - In Spagna, a Jerez de la Frontera, il 26 ottobre scorso Elena, una ragazzina di 10 anni ha dato alla luce Nicoletta, una bambina di 2,9 chili con parto naturale. Il padre Gheorghe ha 13 anni ed è il cugino della ragazzina. I due ragazzi sono di origine rumena e la madre di lei non si scandalizza: "Da noi è normale che a dieci anni ci si sposi e ci si formi una propria famiglia."

A Ischia intanto una tredicenne ha dato alla luce all’ospedale di Lacco Ameno una bimba di quasi quattro chili: l’ha chiamata Noemi, d’accordo con il giovanissimo papà. Francesco, 18 anni, l’ha riconosciuta. Lei e la piccola torneranno in famiglia dai neo-nonni. Francesco invece continuerà i suoi studi all’istituto nautico dell’isola.

mercoledì 18 novembre 2009

Video del giorno


Stop the bullet. kill the gun.

domenica 8 novembre 2009

Dentro e fuori


23 ottobre 2009 - Accade vicino a Reggio Emilia. Si festeggia la caduta del muro di Berlino ma altri muri vengono eretti ogni giorno. Non saremo noi a rinchiuderci in un ghetto tenendo fuori gli altri popoli?

Scuola Grisanti di Luzzara: il caso a palazzo Allende
Discussione in consiglio e impegno a continuare con la commissione
Leggi l'articolo.

(Fonte: il giornaledireggio.it)

sabato 7 novembre 2009

Vini d'annata


Il nonnino pedofilo fotografa la nipote: «Zitta o le pubblico»
La bimba, 12 anni, costretta a scendere in cantina.

TORINO, 6 novembre 2009 - L'uomo la invitava a scendere in cantina e la faceva spogliare per poi scattare delle foto che conservava sul suo computer, insieme ad altro materiale pedopornografico. La polizia è arrivata a lui proprio nel corso di un'indagine contro la pornografia su internet. Oltre che di detenzione di materiale pedopornografico dovrà rispondere di violenza privata, avendo minacciato la bambina di pubblicare le foto su web se ne avesse parlato a qualcuno.
L'uomo ha comunque ottenuto gli arresti domiciliare in considerazione dell'età.

(Fonte: cronacaqui.it)

giovedì 5 novembre 2009

Foto del giorno

Guardano dentro l'obiettivo ma anche oltre. Guardano dall'altra parte della tragedia e sembrano scrutare un mondo dove i bambini hanno finalmente il diritto ad una vita normale. Fissano il fotografo S.Sabawoon dell'agenzia Epa e il risultato sono questi scatti di una bellezza e profondità quasi sconcertante. Il set è uno dei tanti campi di rifugiati nei dintorni di Kabul in Afghanistan.

Il set completo di foto su flickR.

(Fonte: repubblica.it)

martedì 3 novembre 2009

Padre orco in cella


Abusi sessuali sulla figlia neonata. Padre orco in cella
Nei guai anche la mamma che ricattava il marito ma che continua a vivere accanto alla bambina

TORINO, 3 novembre 2009 - Alcuni giorni fa un uomo è stato condannato a 5 anni e 4 mesi dal tribunale di Torino per avere compiuto atti sessuali ai danni della figlia quando lei era nata da appena tre mesi. Dopo la sentenza, l’imputato, ancora a piede libero, era tornato a vivere con la bambina e con la compagna, ma ieri è stato arrestato.
L’uomo, che abita ad Anzio in provincia di Roma, è stato portato in carcere da agenti della sezione di polizia giudiziaria torinese. La misura cautelare è stata firmata dal gup Edmondo Pio per prevenire rischi di reiterazione del reato. Nel frattempo, era finita nel mirino della magistratura anche la mamma della piccola, indagata con l’accusa di concorso omissivo in violenza sessuale.

Le intercettazioni telefoniche avevano infatti consentito di scoprire che la donna era a conoscenza degli abusi commessi dal marito e per questo motivo ricattava l’uomo: «Fai come ti dico, altrimenti ti denuncio». Protagonisti della vicenda sono un uomo che oggi ha 70 anni e la moglie di 47. Sono i genitori della piccola, nata nel 2003 ( quando la famiglia abitava a Torino e papà orco aveva 66 anni) e vittima di abusi sessuali da parte del padre già tre mesi più tardi. L’uomo aveva l’abitudine di mettersi completamente nudo nel letto matrimoniale, accanto alla neonata. Poi infilava una mano nel pannolino della piccola e la accarezzava nelle parti intime. Altre volte sfregava il proprio organo sessuale contro il pannolino della bimba, procurandole arrossamenti e sanguinamenti vaginali. Un giorno la mamma della neonata si è accorta della presenza di un pelo pubico nei pannolini della figlia, credendo che il problema fosse legato alla marca dei pannolini, decise di acquistarne di un’altra marca.

Ma i peli pubici non sparirono. La donna continuò a non sospettare di nulla, poi qualche giorno più tardi, rientrata a casa, scoprì il marito occupato a sfregare il proprio pene contro il pannolino della bimba. La donna restò in silenzio a osservare, ma da quel momento in avanti cominciò a ricattarlo.
Tutti fatti emersi nel corso delle intercettazioni telefoniche disposte dal tribunale: «Guarda che se mi girano i coglioni te ce faccio finire in carcere», «L’altro anno a novembre so esplosa», «Per fortuna lei era piccola e non ricorda nulla», «L’ho staccata molto dal padre, ma mi so dovuta licenziare per non lasciarli soli».
Frasi che non hanno lasciato dubbi: la madre sapeva e ha taciuto. Anzi, la madre sapeva e ha ricattato il marito. Ecco perché, adesso, è finita nei guai anche lei. Peccato, però, che la donna continui a vivere con la figlia. Toccherà al Tribunale di Roma (dal momento che la famiglia si è trasferita nel frattempo in una località del Lazio) prendere una decisione, dopo l’arresto del padre, su questa situazione paradossale.

(Source: cronacaqui.it)

sabato 27 giugno 2009

lunedì 25 maggio 2009

Facere e docere



Abusi sui minori irlandesi:
l’inchiesta del governo accusa gli istituti cattolici
«Migliaia di casi». Il cardinale Brady: provo vergogna

LONDRA — Thomas Wall è oggi un signore di sessant’anni e porta dentro di sé l’incubo di quelle giornate trascorse nella scuola-riformatorio gestita dalla congregazione dei «Fratrum Christianorum», i Brother Christians di Glin, la città irlandese sul fiume Shannon. Lì dentro la vita quotidiana era segnata dagli orrori. «Ero un bambino e ogni giorno un presule abusava di me. N o , non c’era modo di evitarlo, era così per tutti, ventiquattro ore su ventiquattro, la tua intimità veniva violata». E i piccoli dovevano piegarsi alle perversioni degli uomini di Chiesa o dei compagni più grandi che avevano la «supervisione» notturna sulle camerate.

Accadeva pure negli altri istituti della contea di Limerick, sempre sotto l’insegna dei «Fratrum Christianorum» il cui motto è «Facere e docere», fare e insegnare. Ma ciò che facevano e insegnavano era qualcosa di orribile, di disgustoso. Come anche in altri collegi dell’Irlanda: ad esempio governati dalle «Sorelle della Pietà» le quali scambiavano le opere di bene per un diritto assoluto di appropriazione dei minori che imprigionavano. Sadie O’Meara era un’adolescente: «Mi rinchiudevano a chiave la sera, il cibo era fetente, alle finestre c’erano le sbarre, mi maltrattavano, non mi dissero neppure che mia madre era morta». Era questa la regola: scuole lager, orfanotrofi lager.

Un rapporto choc di 2575 pagine e si alza il sipario su un teatro raccapricciante nel quale «stupri, molestie e abusi erano endemici». È durata nove anni l’inchiesta della commissione presieduta dal giudice dell’alta corte, Sean Ryan, e alla fine i risultati rivelano che le «industrial schools» irlandesi per 35 mila bambini e ragazzi abbandonati o in difficoltà, devianti o senza più i genitori, un network di 250 istituti organizzati dagli ordini religiosi cattolici per oltre mezzo secolo, fino alla chiusura decisa negli Anni Novanta, sono stati il palcoscenico segreto di crudeltà «che avevano lo scopo di provocare dolore e umiliazione».

Centinaia di testimonianze descrivono il clima di schiavitù e di terrore. In una scuola della contea di Galway, remota, fondata nel 1885, per decenni tre presuli si sono accaniti contro i giovani. In un’altra la «San Giuseppe » per i sordi, a Cabra, i superiori hanno coperto, persino davanti agli ispettori, le scorribande punitive sugli ospiti. Sei riformatori hanno accolto mister John Brander, un educatore. Solamente di facciata. Era un «serial sexual and physical abuser», un maniaco violento. Fino a che ha concluso la «carriera » in prigione. E al riformatorio di San Patrizio tenevano addirittura un registro con il diario delle punizioni corporali inflitte dallo «staff religioso». Nella istituzione controllata dalle «Sorelle della Pietà», nella contea di Waterford, i ragazzi e le ragazze erano malnutriti, in compenso riempiti di alcol.

Uno scandalo che sconquassa la Chiesa cattolica nel Regno Unito. Quasi tutti i responsabili degli abusi e delle violenze sono garantiti da «immunità penale » perché nel 2004 la magistratura, su appello delle Congregazioni, assicurò l’anonimato degli aguzzini. Ora i vertici ecclesiali invocano il perdono, promettono il repulisti. Il Primate della Chiesa irlandese, Sean Brady, è esplicito: «Provo vergogna». Il comitato che tutela le vittime delle violenze scoperte dalla commisione si ribella. «Tocca al Papa convocare un concistoro speciale per investigare le attività della Chiesa cattolica in Irlanda».

(Fonte: corriere.it)

domenica 24 maggio 2009

Un calcio alla pedofilia



Si terrà il prossimo lunedì 25 maggio, alle ore 11 nella sala convegni dell’Ospedale Santissima Annunziata in via Egiziaca a Forcella - Napoli, la Conferenza Stampa di presentazione del progetto 1° Trofeo “UN CALCIO ALLA PEDOFILIA e UN CALCIO ALL’ILLEGALITA’ ”.

L’iniziativa, che rientra nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto della pedofilia e dei maltrattamenti sui minori, è organizzata dall’Associazione “P.A.I.D.E.I.A. onlus”, Associazione “Scugnizzi”, Ufficio del Garante dell’Infanzia e dell’ Adolescenza della Regione Campania, Centro Sportivo “Il Boschetto” A.S.D. Mariano Keller, e gode dei patrocini della Presidenza del Consiglio Regionale della Campania, Provincia di Napoli, Curia Arcivescovile, Comuni di Cercola, Casavatore, Pollenatrocchia, Villa di Briano, Sapri.

Al torneo parteciperanno 36 squadre di vari club calcistici della Campania iscritti alla F.I.G.C. suddivisi in categorie per anni di età compresa tra i sette e i diciassette anni, una squadra di calcio dell’Istituto Penale per Minorenni di Nisida e una squadra di Scugnizzi. L’evento si svolgerà nei giorni 29/30 maggio 2009 presso la società sportiva Il Boschetto A.S.D. Mariano Keller di Capodichino, mentre le finali di ogni categoria e la partita “Un calcio all’illegalità” avranno luogo il giorno 31 maggio presso il Centro Sportivo Caravita di Cercola.


Al calcio di inizio delle ore 9 di venerdì 29 maggio, che avverrà alla presenza di Gennaro Iezzo Testimonial del Trofeo, saranno schierati in campo tutti i 718 bambini che partecipano al torneo e che indosseranno la maglietta con la scritta a retro “Un calcio alla pedofilia”.

Interverranno: Gennaro Imperatore, Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza Regione Campania, Roberto Gentile, Pubblico Ministero Tribunale per i Minorenni di Napoli, Gianluca Guida, Direttore del Carcere Minorile di Nisida, don Tonino Palmese, Coordinatore Regionale di “Libera”, Franco Roberti, Capo della Procura di Salerno, Domenico Ummarino, Presidente Regionale Società Italiana di Pediatria, Enrico Guida, Direttore Sanitario Ospedale SS Annunziata, Maria Carmela Inverno, Sociologa specializzata in diritto della Famiglia e dei Minori, Gennaro Iezzo, Portiere della Società Calcio Napoli. Ad introdurre e moderare gli interventi sarà Mariano Piscopo, Giornalista.

La Stampa, i Cittadini della Regione Campania e quanti vogliono partecipare al grido “NO alla PEDOFILIA e all’ ILLEGALITA’ ” sono invitati.

(Fonte: napoli.cronacacity.com)

domenica 10 maggio 2009

Passato, presente e futuro


Un po' in ritardo, ma auguri a tutte le mamme!

sabato 9 maggio 2009

Children no more



Farà tappa a Piacenza, a Palazzo Farnese, nei giorni 8 e 9 maggio 2009, la mostra Children No More — matite contro la violenza sui minori, che nasce con il preciso scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica su una delle più gravi piaghe sociali esistenti: l’abuso e lo sfruttamento dei minori, in ogni forma e luogo nel mondo, perpetrata attraverso abominevoli pratiche quali la violenza domestica, la pedofilia, il lavoro e la prostituzione minorile, il turismo sessuale, la manipolazione psicologica dei mass media, i bambini soldato, le vittime civili dei conflitti armati.

I curatori e la Karibu Onlus credono fortemente che un medium come l’illustrazione e il fumetto sia un mezzo di comunicazione fascinoso ed evocativo — non esclusivamente a livello ludico — perfettamente in grado di veicolare messaggi universali potenti ed incisivi, nell’immaginario collettivo, per un target di utenza variabile dall’infanzia fino alla terza età, utilizzando un linguaggio originale, un linguaggio “altro” che si distingua dagli stereotipi della divulgazione culturale.

Alla selezione hanno risposto entusiasticamente 140 artisti italiani ed internazionali, dall’autore professionista al giovane esordiente, tutti d’indubbia caratura artistica. Citiamo qualche nome, fra i più significativi:

Giuseppe Palumbo, Giuseppe Manunta, Francesca Ghermandi, Leo Ortolani, Maurizio Ribichini, Onofrio Catacchio, Alberto Corradi, Antonio Bruno, Alberto Ponticelli, Alessio Spataro, Massimo Giacon, Claudio Parentela, Ottokin, Stefano Piccoli, Squaz, Ratigher, Nicoz, Gianluca Costantini, Claudio Stassi, Paolo Parisi, Elena Rapa, Emiliano Mammucari, Falcinelli & Poggi, Mauro Cicarè, Genea, MP5, Luisa Montalto, Maicol & Mirco, Hurricane Ivan, Lele Corvi, Luca Genovese, Maurizio Rosenzweig, Matteo Cremona, Paolo Di Orazio, Roberto Mangosi, Rocco Lombardi, Stefano Misesti, Sergio Algozzino, Thomas Bires, Sergio Ponchione, Miguel Angel Martin, Aleksandar Zograf, Peter Kuper, Max Andersson, Mike Diana, Trevor Brown, Ivan Brun, Eric Drooker, Mac McGill, Jennifer Camper, Ryan Inzana, Daniel Silvestre da Silva, Rafael Gouveia, Line Hoven.

Children No More ha effettuato tappa nelle seguenti località:
3/15 giugno 2008: Galleria SpazioGiovani — Bari
16/19 settembre 2008: Biennale d'Arte Contemporanea Rocco Dicillo — Triggiano (BA)
22/23 novembre 2008: Meeting del Volontariato c/o Fiera del Levante — Bari
29 novembre/10 dicembre 2008: Museo del Territorio — Alberobello (BA)

Blog ufficiale: childrennomore.blogspot.com

Ingresso gratuito
Piacenza, Palazzo Farnese 9-10 maggio 2009
orari: 10.00 — 12.00 e 15.00 — 18.00
inaugurazione venerdì 8 maggio h. 17.00

(Fonte: fantasymagazine.it)

domenica 19 aprile 2009

Video del giorno



Pubblicità che dimostra l'insopportabile trauma sofferto dai bambini vittime di abusi sessuali.

Cliente: Dunkelziffer
Agenzia: Red Rabbit
Direzione Creativa: Oliver Seltmann, Jan Fröscher
Copywriter: Joakim Reveman, Bjoern Ruehmann, Matthew Branning
Direzione Artistica: Bjoern Ruehmann, Joakim Reveman, Matthew Branning
Regia: The Vikings
Produzione: Rokkit
Produttore: Luke Jacobs
Direttore della fotografia: Sam Brown
Editor: Paul Hardcastle
Post Produzione: Absolute Post London

domenica 12 aprile 2009

venerdì 3 aprile 2009

Il Trenino dell'amore



La vignetta di oggi è stata rimossa
per rispetto dei lettori che non l'hanno gradita e si sono sentiti offesi




Violentato a 8 anni e costretto ad abusi su piccolo di 5

1 aprile 2009 - L' orco è stato incastrato da un bambino di dieci anni costretto a subire violenza e che, poiché costretto a sua volta, ha molestato un altro bimbo di cinque anni. «Un racconto lucido e logico» lo ha definito il capo della squadra mobile Francesco Messina che, con grande imbarazzo (anche lui è papà), ha dato i dettagli di una storia che non avrebbe mai voluto raccontare. C' è tutta la follia umana nella vicenda che ha coinvolto due bambini in tenera età e che ha portato a San Vittore un operaio ecuadoriano di 42 anni che nel tempo libero curava l' orto di una comunità per ragazzi difficili. Il protagonista è un bambino che all' epoca dei fatti aveva 8 anni. Un bimbetto sveglio che viene da una famiglia problematica. Il papà non c' è più, la mamma in passato ha dovuto combattere con la droga: adesso ne è uscita e ha un lavoro. Il bimbo frequentava una comunità di religiosi nel pavese (come se fosse un oratorio) e si era affezionato a Shiki Tankamash, 42 anni, operaio in una ditta di carrelli di Arese che abita a Rosate. «Una sorta di figura paterna» ha spiegato il vicequestore Alessandra Simone. Approfittando di questa simpatia del ragazzino, l' ecuadoriano ha messo in atto una sorta di azione «in tre stadi». «Prima lo ha portato a vedere dei pesciolini - ha spiegato il capo della mobile - poi ha cominciato ad allungare le mani. Con una scusa lo ha invitato a casa dicendogli che c' era suo nipote e che così potevano giocare assieme. Infine gli abusi veri e propri con minacce se avesse detto qualcosa alla mamma». Non contento l' ecuadoriano si è spinto oltre:«Devi fare le stesse cose che facciamo io e te con il tuo amichetto di 5 anni». Un azzardo che gli è costato caro. Il bimbo più piccolo ha raccontato alcuni particolari alla mamma che si è spaventata e ha contattato la madre del ragazzino più grande. Assieme sono andate in comunità e hanno coinvolto i religiosi. Da qui la denuncia. Il bambino (oggi 10 anni) è stato sottoposto a due interrogatori protetti alla presenza di uno psicologo e ha fornito un racconto che ha permesso di incastrate il suo aguzzino. Particolari precisi confermati dall' amichetto di 5 anni. Il capo della mobile ha fornito un altro dato significativo: «Il 94 per cento delle violenze avviene tra le mura domestiche, il restante per strada.»

(Fonte: corriere.it)

domenica 22 febbraio 2009