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sabato 7 novembre 2009

Rassegna stampa


Condannato a due anni il padre orco
RIMINI, 06/11/2009 - E' stato condannato a due anni l'operaio riminese di 40 anni colpevole di aver abusato non una ma più volte della figlia minore, che all'epoca dei fatti aveva solo 4 anni. La bimba, che ha ora 6 anni, era riuscita a confessare tutto alla madre, che con l'uomo ha anche un'altra figlia di due anni più piccola; a metterla in allarme erano stati i genitori di lei. La donna aveva capito che la figlia raccontava di essere stata invitata dal padre a prendere in mano il pene, ad accarezzarlo e a baciarlo. La piccola si era spinta ancora di più nel dettaglio spiegando che in un’occasione si era rifiutata dicendo chiaramente al padre che quella cosa le faceva schifo. Invano, durante il processo che ne è seguito, l’uomo ha cercato di spiegare che si trattava di un equivoco. Si tratta ora di capire se la madre della bambina intenderà avviare anche le pratiche per chiedere al Tribunale dei minori di togliere a quell’uomo la patria potestà.
(Fonte: romagnanoi.it)

Violentava la nuora e la nipote di 5 anni: arrestato l'orco
ARIANO IRPINO, 05/11/2009 – Una giovane mamma di 25 anni subiva gli abusi del suocero, un contadino 65enne che viveva con lei in un casolare cadente e mal tenuto, da ben 9 anni, sin da quando era ancora minorenne. Lei aveva sempre taciuto, forse perché l’orco l’aveva sempre minacciata, ma le sue attenzioni negli ultimi tempi avevano preso di mira anche la sua figlioletta di 5 anni e nel luglio scorso ha denunciato tutto agli agenti del Commissariato di Polizia del Tricolle. Un racconto terrificante, che ha suscitato sconcerto agli stessi funzionari della Questura che a termine delle indagini hanno quindi tradotto in carcere il suocero.
(Fonte: irpinianews.it)

Abusa della figlia 12enne della convivente. In manette.
VARESE, 05/11/2009 - Sembrava una storia d’amore come tante altre fra due sudamericani, ma la realtà era ben diversa. Mesi di sofferenza, da aprile ad oggi, passati nel silenzio fino alla drammatica rivelazione avvenuta alcuni giorni fa: gli abusi sessuali confessati dalla figlia della donna, una ragazza di appena 12 anni, da parte del convivente. L'orco, un sudamericano di 40 anni, si è rifugiato da alcuni connazionali vicino a Milano, ma è stato presto catturato.
(Fonte:satelionews.it)

Finto fotografo adescava minori
ROMA, 06/11/2009 - Le aspettava all'uscita della scuola media "Parini", dove ormai era conosciuto da tutti gli studenti, e le adescava con la promessa di book fotografici gratuiti e di una facile scalata verso il mondo della moda. Il 42enne, in realtà autista di scuolabus, portava così a casa sua - senza pressioni o minacce - ragazzine tra gli 11 e i 13 anni pronte a tutto per una foto su una rivista patinata, ritraendole in gruppo o da sole, in lingerie o seminude sul letto in pose provocanti, per poi catalogarle nel suo archivio privato. In molti casi erano le stesse ragazzine a portarsi da casa i «costumi di scena». Segnalato da un 13enne forse geloso, durante un normale controllo antidroga nelle scuole del territorio, è scattata la denuncia a piede libero per pornografia minorile.
(Fonte: iltempo.it)

Ha abusato per 10 anni della figlia
CASTELNOVO MONTI, 06/11/2009 - Ha costretto la figlia di soli 11 anni a subire e compiere atti sessuali, ha legato l'altro figlio a un letto con delle catene, percuotendolo con la cinghia. Ha sottoposto la moglie a continue vessazioni e minacce di morte. Un'intera famiglia di un paese del nostro appenino ha subito in silenzio, per quasi 10 anni, le violenze di un uomo, che si faceva chiamare padre, o marito. Per una madre e i suoi due figli, che hanno vissuto nella paura, ora l'incubo è finito. I carabinieri di Castelnovo Monti hanno arrestato un operaio di 53 anni. Le accuse contro di lui pesano come macigni: violenza sessuale nei confronti della figlia minorenne, maltrattamenti in famiglia, violenza privata.
(Fonte:telereggio.it)



mercoledì 23 luglio 2008

Colpi di testa



ROMA (21 luglio) - Tentato omicidio. E' l'accusa che il pm di Roma Francesca Passaniti ha contestato formalmente a Julien Monnet, ex tecnico informatico francese di 37 anni che sabato sera ha malmenato riducendola in fin di vita la figlia Luna durante un raptus di follia, mentre si trovavano davanti all'Altare della Patria. La contestazione, che sostituisce quella di lesioni gravissime inizialmente ipotizzate e per le quali l'uomo è stato arrestato, è contenuta nella richiesta che oggi il pm ha trasmesso al gip competente. Il giudice avrà 48 ore di tempo per fissare l'interrogatorio di convalida dell'arresto e decidere sul reato per il quale è chiesta l'emissione della misura cautelare. Intanto, Luna è in coma. Se disgraziatamente dovesse morire, Monnet risponderà di omicidio.

Agghiacciante la dinamica della vicenda: decine di passanti e turisti, tra cui una vigilessa, testimone oculare, che affollavano il piazzale davanti all'Altare della Patria, hanno assistito alla scena: l'uomo aveva la piccola Luna in braccio che piangeva, e in un attimo le ha preso la testolina facendola picchiare tre volte sul marmo del monumento. A terra, ancora questa mattina, erano visibili sul selciato bianco tracce di sangue.



Condizioni gravissime. Luna ora si trova in un letto dell'ospedale Bambino Gesù, monitorata costantemente da due medici e tre infermieri, e lotta tra la vita e la morte. L'ultimo bollettino medico parla di una situazione gravissima: la piccola ha trascorso una notte «tranquilla» ma il quadro clinico resta molto grave e le condizioni non consentono di procedere ad un nuovo intervento chirurgico. Il padre invece è in una cella del carcere romano di Regina Coeli, guardato a vista.

La mamma di Luna che, la scorsa notte, è arrivata a Roma ed è corsa al Bambino Gesù dove sua figlia è ricoverata. «La mia è una tragedia familiare ed umana», ha sussurrato alla psicologa dei carabinieri che l'assiste minuto per minuto Fabienne Verdeille, 32 anni. La donna non si dà pace: aveva parlato con sua figlia Luna, al telefono venerdì: era tranquilla e anche il marito stava bene. Nulla faceva presagire la tragedia. La mamma della bimba francese è arrivata ieri sera a Roma dalla Turchia e fino a questa mattina è rimasta accanto alla piccola. Ma la donna, impiegata dell'ufficio del personale di TF1, la principale emittente televisiva privata della Francia, ha anche chiesto informazioni sul marito col quale è in buoni rapporti. È stata lei stessa a spiegare agli investigatori che Julien Monnet ha problemi psicologici che si accentuano se non prende alcuni psicofarmaci. Forse la mancata assunzione di queste medicine potrebbe aver scatenato una follia "incontrollabile". Le dichiarazioni della donna sono considerate fondamentali dagli inquirenti per ricostruire il vissuto di Julien Monnet.

La madre a Roma. I carabinieri sono riusciti a trovare la madre in vacanza in Turchia. La donna è arrivata nella notte a Roma, accompagnata dai propri genitori, raggiungendo la bimba in ospedale. Nel tragitto dall'auto all'ospedale non ha proferito parola, ma si è stretta ai genitori. In nottata i familiari di Luna hanno lasciato l'ospedale per andare in albergo. Questa mattina, attorno alle 10,30, la madre della piccola è tornata al Bambin Gesù. Si è abbassata sui sedili posteriori dell'Alfa Romeo grigia chiara per nascondersi, fino a quando la polizia ha accompagnato fuori dal cancello dell'ospedale i giornalisti presenti. La donna è stata interrogata per circa tre ore nella stazione dei Carabinieri della compagnia San Pietro. Chinata in ginocchio sul sedile posteriore di una vettura guidata da un carabiniere la donna, vestita con una maglietta gialla, ha tentato di sottrarsi ai flash dei fotografi e alle inquadrature delle telecamere. Sul sedile posteriore era seduta un'altra donna, anch'essa con il volto appoggiato sulle gambe per non farsi riprendere.

Il padre in cella guardato a vista. L'uomo intanto, sembra non rendersi ancora conto di quanto ha fatto. È in stato confusionale e dal centro clinico del carcere di Regina Coeli è stato trasferito in una cella «con sorveglianza a vista». Il timore è che possa ritornare in sè e rendersi conto di aver quasi ucciso la figlia e provocarsi atti di autolesionismo. Il timore è che Monnet, rendendosi conto di quanto successo, possa provocarsi atti di autolesionismo, o avere un'altra crisi di aggressività come quella che ha sfogato contro sua figlia. Due psichiatri hanno avuto colloqui con l'uomo che continua ad essere sedato, ma non è stata ancora ricostruita la malattia da cui è affetto, né si conosco i farmaci che prendeva per tenere sotto controllo la sua patologia. Nel suo zaino gli investigatori hanno trovato solo un medicinale, utilizzato però per varie patologie.

La coppia vive a Parigi: il papà della bimba era rimasto con la piccola nella capitale francese mentre la mamma si era presa una settimana di ferie e aveva raggiunto la sorella in Turchia. L'uomo giovedì sera, avvisando i parenti, avrebbe deciso di fare una gita con la bimba e ha preso uno zaino con pochi indumenti. La gita poi si è trasformata in un viaggio a Roma, resta da chiarire perché.



La vigilessa: ho pensato che fosse morta. «Ho appena avuto il tempo di chiedere a quell'uomo perché la bambina stesse piangendo - ha raccontato la vigilessa che ha assistito al raptus del turista - E in un attimo, con la mano destra, l'ha presa per i capelli l'ha sbattuta per tre volte sul marmo. Non riesco a cancellare l'immagine della ciocca dei capelli della piccola in una pozza di sangue. Quell'uomo quando ha visto la mia divisa, ha avuto una reazione spropositata. E poi ha fatto quel gesto. Io guardavo quella povera bambina, ho cominciato ad urlare per far accorrere le persone, ma era troppo tardi. La piccola era svenuta. Ho pensato che fosse morta».

(Fonte: il Messaggero)

sabato 24 novembre 2007

Semplicemente

Quel bambino ha perso tutto, libri e scarpini
Don Giovanni D'Ercole - Sacerdote, Opera Don Orione

Il volto di una donna colpito da una mano assassina e una scritta: «se fosse tua madre, tua sorella o tua figlia... espellere i rom. Subito!». Cosa di più efficace per istillare nella gente la diffidenza, e perché no, l'odio. Questo cartellone pubblicitario che ha invaso la città di Roma mi è venuto in mente quando le ruspe del Comune hanno distrutto le baracche di un campo di rumeni nella periferia di Roma, proprio vicino al luogo dove fu uccisa da un rumeno una donna. Anzi fu proprio in seguito a quel drammatico episodio che in tutta fretta si mossero il Governo, il Comune e la stampa. Via i rumeni. Dicevo che mi è venuto in mente quel cartellone perché sono state distrutte tra le altre baracche di famiglie rumene povere e oneste. Tornava da scuola un bambino che conosco bene e ha visto la sua baracca saltare all'aria. Ha perso tutto compresi i libri di scuola e gli scarpini per giocare a pallone nella nostra squadra degli “ercolini”. Dovevate vedere il volto di quel bambino: poteva essere tuo figlio! Poteva essere la tua casa! La madre lavora e pure il padre: onesti concittadini europei, ma con 500 euro al mese si possono permettere solo una baracca. Esistono quindi rumeni onesti e rumeni assassini. Come in Italia e altrove nel mondo. È difficile contemperare legalità e solidarietà, ma la nostra esperienza dimostra che solo nel dialogo e nell'impegno a salvaguardare la legalità e a promuovere la solidarietà c'è la chiave per creare un futuro di pace. Questi bambini saranno gli adulti dell'Italia: che diranno? Che imparano da noi? Seminiamo amore se vogliamo raccogliere pace.

(Fonte: Epolis Milano)

venerdì 23 novembre 2007

Contro violenza donne

I ministri Barbara Pollastrini, Alfonso Pecoraro Scanio e Paolo Ferrero parteciperanno domani al corteo a Roma contro la violenza sulle donne. Oggi, in sala stampa, i ministri si sono presentati ai media con un fiocchetto bianco (simbolo della lotta contro la violenza sulle donne) nel bavero della giacca. Domenica 25 novembre sara' la giornata mondiale contro la violenza sulle donne e l'omofobia.

(Fonte: repubblica.it)

Fuochi fatui

Riprendo una notizia di alcuni giorni fa, su cui non avevo avuto tempo di realizzare una vignetta. Giusto per non dimenticare incidenti che capitano purtroppo sempre più spesso: un'altro già a Livorno, in agosto.



Bambino di 4 anni muore nel rogo
Padre salva altri due fratellini
Bologna, 19 novembre 2007 - Ustionati anche i genitori che hanno lottato con le fiamme per salvare i bambini. Solo per il più piccolo non c'è stato nulla da fare. L'incendio probabilmente partito dalla stufetta che la famiglia romene usava per scaldarsi. I due bimbi ustionati sono stati trasferiti all'ospedale di Parma. Sul posto anche le unità cinofile.

(Fonte: Quotidiano.net)

mercoledì 21 novembre 2007

Copriti bene!



Roma, 17 novembre - Ha sparato con un fucile ad aria compressa dalla finestra e ha colpito un bimbo di 10 anni che stava passeggiando in strada. Il piccolo è rimasto solo lievemente ferito perché indossava un giubbotto molto pesante. E' accaduto questa mattina poco prima di mezzogiorno in largo Uzielli, nel quartiere Pietralata, a Roma. Arrivati sul posto i carabinieri della Compagnia di Montesacro e della stazione Tiburtino Terzo sono riusciti a individuare da dove partivano i piombini. Entrati in casa del responsabile i militari hanno trovato una carabina ad aria compressa, due scatole di piombini, un bastone animato, ovvero un bastone apparentemente da passeggio che nascondeva dentro una lunga lama, e un coltello. L'uomo, un 42enne impiegato senza precedenti penali, non ha opposto resistenza ed è stato accompagnato in caserma.

(Fonte: Adnkronos)