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domenica 7 novembre 2010

Madre a 10 anni


3 novembre 2010 - In Spagna, a Jerez de la Frontera, il 26 ottobre scorso Elena, una ragazzina di 10 anni ha dato alla luce Nicoletta, una bambina di 2,9 chili con parto naturale. Il padre Gheorghe ha 13 anni ed è il cugino della ragazzina. I due ragazzi sono di origine rumena e la madre di lei non si scandalizza: "Da noi è normale che a dieci anni ci si sposi e ci si formi una propria famiglia."

A Ischia intanto una tredicenne ha dato alla luce all’ospedale di Lacco Ameno una bimba di quasi quattro chili: l’ha chiamata Noemi, d’accordo con il giovanissimo papà. Francesco, 18 anni, l’ha riconosciuta. Lei e la piccola torneranno in famiglia dai neo-nonni. Francesco invece continuerà i suoi studi all’istituto nautico dell’isola.

sabato 7 novembre 2009

Rassegna stampa


Condannato a due anni il padre orco
RIMINI, 06/11/2009 - E' stato condannato a due anni l'operaio riminese di 40 anni colpevole di aver abusato non una ma più volte della figlia minore, che all'epoca dei fatti aveva solo 4 anni. La bimba, che ha ora 6 anni, era riuscita a confessare tutto alla madre, che con l'uomo ha anche un'altra figlia di due anni più piccola; a metterla in allarme erano stati i genitori di lei. La donna aveva capito che la figlia raccontava di essere stata invitata dal padre a prendere in mano il pene, ad accarezzarlo e a baciarlo. La piccola si era spinta ancora di più nel dettaglio spiegando che in un’occasione si era rifiutata dicendo chiaramente al padre che quella cosa le faceva schifo. Invano, durante il processo che ne è seguito, l’uomo ha cercato di spiegare che si trattava di un equivoco. Si tratta ora di capire se la madre della bambina intenderà avviare anche le pratiche per chiedere al Tribunale dei minori di togliere a quell’uomo la patria potestà.
(Fonte: romagnanoi.it)

Violentava la nuora e la nipote di 5 anni: arrestato l'orco
ARIANO IRPINO, 05/11/2009 – Una giovane mamma di 25 anni subiva gli abusi del suocero, un contadino 65enne che viveva con lei in un casolare cadente e mal tenuto, da ben 9 anni, sin da quando era ancora minorenne. Lei aveva sempre taciuto, forse perché l’orco l’aveva sempre minacciata, ma le sue attenzioni negli ultimi tempi avevano preso di mira anche la sua figlioletta di 5 anni e nel luglio scorso ha denunciato tutto agli agenti del Commissariato di Polizia del Tricolle. Un racconto terrificante, che ha suscitato sconcerto agli stessi funzionari della Questura che a termine delle indagini hanno quindi tradotto in carcere il suocero.
(Fonte: irpinianews.it)

Abusa della figlia 12enne della convivente. In manette.
VARESE, 05/11/2009 - Sembrava una storia d’amore come tante altre fra due sudamericani, ma la realtà era ben diversa. Mesi di sofferenza, da aprile ad oggi, passati nel silenzio fino alla drammatica rivelazione avvenuta alcuni giorni fa: gli abusi sessuali confessati dalla figlia della donna, una ragazza di appena 12 anni, da parte del convivente. L'orco, un sudamericano di 40 anni, si è rifugiato da alcuni connazionali vicino a Milano, ma è stato presto catturato.
(Fonte:satelionews.it)

Finto fotografo adescava minori
ROMA, 06/11/2009 - Le aspettava all'uscita della scuola media "Parini", dove ormai era conosciuto da tutti gli studenti, e le adescava con la promessa di book fotografici gratuiti e di una facile scalata verso il mondo della moda. Il 42enne, in realtà autista di scuolabus, portava così a casa sua - senza pressioni o minacce - ragazzine tra gli 11 e i 13 anni pronte a tutto per una foto su una rivista patinata, ritraendole in gruppo o da sole, in lingerie o seminude sul letto in pose provocanti, per poi catalogarle nel suo archivio privato. In molti casi erano le stesse ragazzine a portarsi da casa i «costumi di scena». Segnalato da un 13enne forse geloso, durante un normale controllo antidroga nelle scuole del territorio, è scattata la denuncia a piede libero per pornografia minorile.
(Fonte: iltempo.it)

Ha abusato per 10 anni della figlia
CASTELNOVO MONTI, 06/11/2009 - Ha costretto la figlia di soli 11 anni a subire e compiere atti sessuali, ha legato l'altro figlio a un letto con delle catene, percuotendolo con la cinghia. Ha sottoposto la moglie a continue vessazioni e minacce di morte. Un'intera famiglia di un paese del nostro appenino ha subito in silenzio, per quasi 10 anni, le violenze di un uomo, che si faceva chiamare padre, o marito. Per una madre e i suoi due figli, che hanno vissuto nella paura, ora l'incubo è finito. I carabinieri di Castelnovo Monti hanno arrestato un operaio di 53 anni. Le accuse contro di lui pesano come macigni: violenza sessuale nei confronti della figlia minorenne, maltrattamenti in famiglia, violenza privata.
(Fonte:telereggio.it)



domenica 10 maggio 2009

Passato, presente e futuro


Un po' in ritardo, ma auguri a tutte le mamme!

domenica 5 aprile 2009

Di madre in figlia

Quando pensi di aver raggiunto il fondo, comincia a scavare.

In manette un pensionato di 61 anni e due cugine di 38 e 39
Le vittime, sei e sette anni, erano già state tolte alle famiglie

Abusava delle figlie delle amanti
Tre arresti nel Materano

MATERA, 2 aprile 2009 - Un altro agghiacciante caso di violenza sessuale su minori. Vittime due bambine di sei e sette anni, in una situazione di degrado e di indigenza. I carabinieri di Policoro hanno arrestato stamane un pensionato sessantunenne e due donne di 38 e 39 anni, cugine tra loro. L'uomo, convivente di una delle due, aveva una relazione anche con l'altra e da tempo abusava sessualmente delle loro figlie. Le donne erano consenzienti agli atti di violenza e minacciavano le bambine per indurle a non dire nulla. Oltre alle violenze, le piccole erano costrette ad assistere anche a rapporti sessuali tra adulti.

Le indagini sono state avviate dai carabinieri sulla base della relazione presentata dai servizi sociali dopo che le piccole erano state sottratte alle famiglie nella primavera dello scorso anno. Gli arresti sono stati effettuati in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare del Gip di Matera su richiesta della Procura: il pensionato è in carcere mentre le donne sono ai domiciliari.

(Fonte: repubblica.it)

mercoledì 23 luglio 2008

Colpi di testa



ROMA (21 luglio) - Tentato omicidio. E' l'accusa che il pm di Roma Francesca Passaniti ha contestato formalmente a Julien Monnet, ex tecnico informatico francese di 37 anni che sabato sera ha malmenato riducendola in fin di vita la figlia Luna durante un raptus di follia, mentre si trovavano davanti all'Altare della Patria. La contestazione, che sostituisce quella di lesioni gravissime inizialmente ipotizzate e per le quali l'uomo è stato arrestato, è contenuta nella richiesta che oggi il pm ha trasmesso al gip competente. Il giudice avrà 48 ore di tempo per fissare l'interrogatorio di convalida dell'arresto e decidere sul reato per il quale è chiesta l'emissione della misura cautelare. Intanto, Luna è in coma. Se disgraziatamente dovesse morire, Monnet risponderà di omicidio.

Agghiacciante la dinamica della vicenda: decine di passanti e turisti, tra cui una vigilessa, testimone oculare, che affollavano il piazzale davanti all'Altare della Patria, hanno assistito alla scena: l'uomo aveva la piccola Luna in braccio che piangeva, e in un attimo le ha preso la testolina facendola picchiare tre volte sul marmo del monumento. A terra, ancora questa mattina, erano visibili sul selciato bianco tracce di sangue.



Condizioni gravissime. Luna ora si trova in un letto dell'ospedale Bambino Gesù, monitorata costantemente da due medici e tre infermieri, e lotta tra la vita e la morte. L'ultimo bollettino medico parla di una situazione gravissima: la piccola ha trascorso una notte «tranquilla» ma il quadro clinico resta molto grave e le condizioni non consentono di procedere ad un nuovo intervento chirurgico. Il padre invece è in una cella del carcere romano di Regina Coeli, guardato a vista.

La mamma di Luna che, la scorsa notte, è arrivata a Roma ed è corsa al Bambino Gesù dove sua figlia è ricoverata. «La mia è una tragedia familiare ed umana», ha sussurrato alla psicologa dei carabinieri che l'assiste minuto per minuto Fabienne Verdeille, 32 anni. La donna non si dà pace: aveva parlato con sua figlia Luna, al telefono venerdì: era tranquilla e anche il marito stava bene. Nulla faceva presagire la tragedia. La mamma della bimba francese è arrivata ieri sera a Roma dalla Turchia e fino a questa mattina è rimasta accanto alla piccola. Ma la donna, impiegata dell'ufficio del personale di TF1, la principale emittente televisiva privata della Francia, ha anche chiesto informazioni sul marito col quale è in buoni rapporti. È stata lei stessa a spiegare agli investigatori che Julien Monnet ha problemi psicologici che si accentuano se non prende alcuni psicofarmaci. Forse la mancata assunzione di queste medicine potrebbe aver scatenato una follia "incontrollabile". Le dichiarazioni della donna sono considerate fondamentali dagli inquirenti per ricostruire il vissuto di Julien Monnet.

La madre a Roma. I carabinieri sono riusciti a trovare la madre in vacanza in Turchia. La donna è arrivata nella notte a Roma, accompagnata dai propri genitori, raggiungendo la bimba in ospedale. Nel tragitto dall'auto all'ospedale non ha proferito parola, ma si è stretta ai genitori. In nottata i familiari di Luna hanno lasciato l'ospedale per andare in albergo. Questa mattina, attorno alle 10,30, la madre della piccola è tornata al Bambin Gesù. Si è abbassata sui sedili posteriori dell'Alfa Romeo grigia chiara per nascondersi, fino a quando la polizia ha accompagnato fuori dal cancello dell'ospedale i giornalisti presenti. La donna è stata interrogata per circa tre ore nella stazione dei Carabinieri della compagnia San Pietro. Chinata in ginocchio sul sedile posteriore di una vettura guidata da un carabiniere la donna, vestita con una maglietta gialla, ha tentato di sottrarsi ai flash dei fotografi e alle inquadrature delle telecamere. Sul sedile posteriore era seduta un'altra donna, anch'essa con il volto appoggiato sulle gambe per non farsi riprendere.

Il padre in cella guardato a vista. L'uomo intanto, sembra non rendersi ancora conto di quanto ha fatto. È in stato confusionale e dal centro clinico del carcere di Regina Coeli è stato trasferito in una cella «con sorveglianza a vista». Il timore è che possa ritornare in sè e rendersi conto di aver quasi ucciso la figlia e provocarsi atti di autolesionismo. Il timore è che Monnet, rendendosi conto di quanto successo, possa provocarsi atti di autolesionismo, o avere un'altra crisi di aggressività come quella che ha sfogato contro sua figlia. Due psichiatri hanno avuto colloqui con l'uomo che continua ad essere sedato, ma non è stata ancora ricostruita la malattia da cui è affetto, né si conosco i farmaci che prendeva per tenere sotto controllo la sua patologia. Nel suo zaino gli investigatori hanno trovato solo un medicinale, utilizzato però per varie patologie.

La coppia vive a Parigi: il papà della bimba era rimasto con la piccola nella capitale francese mentre la mamma si era presa una settimana di ferie e aveva raggiunto la sorella in Turchia. L'uomo giovedì sera, avvisando i parenti, avrebbe deciso di fare una gita con la bimba e ha preso uno zaino con pochi indumenti. La gita poi si è trasformata in un viaggio a Roma, resta da chiarire perché.



La vigilessa: ho pensato che fosse morta. «Ho appena avuto il tempo di chiedere a quell'uomo perché la bambina stesse piangendo - ha raccontato la vigilessa che ha assistito al raptus del turista - E in un attimo, con la mano destra, l'ha presa per i capelli l'ha sbattuta per tre volte sul marmo. Non riesco a cancellare l'immagine della ciocca dei capelli della piccola in una pozza di sangue. Quell'uomo quando ha visto la mia divisa, ha avuto una reazione spropositata. E poi ha fatto quel gesto. Io guardavo quella povera bambina, ho cominciato ad urlare per far accorrere le persone, ma era troppo tardi. La piccola era svenuta. Ho pensato che fosse morta».

(Fonte: il Messaggero)

lunedì 10 dicembre 2007

Sketchbook


Ecco una versione alternativa dell'ultima vignetta che ho pubblicato. Alla fine ho deciso per l'altra versione, perché questa non mi convinceva fino in fondo, anche se era più aderente alla realtà della notizia a cui si ispirava, in cui il bambino era stato tenuto alla catena dai genitori su un balcone.

giovedì 6 dicembre 2007

Bambini ai ferri corti


E' del 22 maggio scorso la notizia riportata qui sopra che da' il titolo al post di oggi; ma sono di questi giorni invece le notizie che riporta il sito de La Repubblica: protagonisti ancora genitori, proprio le persone che i bambini dovrebbero difenderli.

Berlino, 5 Dicembre 2007
- I corpi di cinque bambini di età compresa fra i tre e i nove anni sono stati trovati in una casa di Darry, non lontano da Kiel, nel nord della Germania. Nel dare notizia, la polizia ha aggiunto che la madre dei piccoli, 31 anni, è stata arrestata e condotta in una clinica psichiatrica. Non si conoscono le circostanze della tragedia, ma la donna è sospettata di essere responsabile della morte dei piccoli.

"Dalle prime indagini sembra che all'origine della morte dei bambini vi sia una malattia mentale della madre", ha detto un portavoce della polizia di Kiel, senza fornire altri particolari sulla scoperta dei corpi dei cinque bambini.

Darry, la località della macabra scoperta, si trova a 40 km circa a est di Kiel, capoluogo dello Schleswig-Holstein, il Land settentrionale tedesco al confine con la Danimarca.

Sempre oggi a Plauen, in Sassonia (est della Germania), la polizia ha scoperto i resti di tre neonate nel balcone dell'abitazione di una donna di 28 anni, sospettata della loro morte. La giovane era stata arrestata una settimana fa dopo la scoperta del cadavere di un neonato nascosto in una valigia. La polizia ha trovato ieri un altro cadaverino nel congelatore della madre e oggi ne ha scoperto un terzo sul balcone. La donna era stata rimessa in libertà per mancanza di indizi di colpevolezza per la morte del primo neonato rinvenuto cadavere. I tre bambini erano nati rispettivamente nel 2002, nel 2004 e nel settembre del 2005.

Il capo della polizia della Sassonia, Dieter Kroll, ha affermato che dopo la scoperta dei cadaveri dei neonati la madre "è apparsa calma e sollevata". Il marito della presunta infanticida ha dichiarato alla polizia di non essersi mai accorto delle sue tre gravidanze.

La macabra scoperta è avvenuta perché la piccola nata nel 2002 quest'anno sarebbe dovuta andare a scuola elementare, ma di lei non c'era più traccia. Le autorità scolastiche si sono insospettite e hanno avvertito la polizia. La bambina alla nascita non era stata denunciata all'anagrafe dalla madre, ma l'ospedale dove aveva partorito aveva comunicato il parto ai responsabili sanitari, che avevano predisposto la visita della bambina in vista dell'anno scolastico 2008.

Alla fine del mese scorso un'altra donna, di 35 anni, è stata condannata a 12 anni di prigione per l'infanticidio di due suoi neonati, i cui corpi erano conservati in un congelatore della sua casa di Erfurt (Germania centro orientale).

(Fonte: repubblica.it)


domenica 2 dicembre 2007

Presi di mira


"Professore, come va mia figlia?" e mette la pistola sul tavolo
Il padre di una studentessa, dopo essere entrato in aula e una volta arrivato faccia a faccia con il professore, ha estratto una pistola dalla tasca e l'ha poggiata con nonchalance sul tavolo

Firenze, 29 novembre 2007 - La stanza è piccola. Qui il professore riceve a turno i genitori degli alunni per i colloqui sull´andamento scolastico dei figli. Tocca al babbo di una studentessa dal rendimento zoppicante. La porta si chiude dietro ai due. Inizia il faccia a faccia dagli sviluppi imprevedibili. Succede, infatti, quello che l´insegnante non si sarebbe mai immaginato. Quel signore parla e intanto sfila dalla tasca una pistola. Lo fa con nonchalance, come se, invece che un´arma, fosse un mazzo di chiavi, una penna, un pacchetto di sigarette. E intanto racconta, dice che sì, insomma, quella sua figlia non è poi così male, che la professoressa dell´anno prima l´aveva presa di mira, che lui di quella insegnante conosce l´indirizzo di casa.

Cosa abbia provato l´insegnante in quegli interminabili minuti di colloquio non è dato sapere. Fatto è che, senza troppo scomporsi, il professore è riuscito a portare a termine l´incontro, fin quando il genitore non ha deciso di rimettersi in tasca la pistola e di andarsene via.
«L´episodio non ha scosso più di tanto l´insegnante, me lo ha raccontato il mio vice con cui il professore si è confidato» giura il preside dell´istituto, una scuola media superiore nella zona delle Cure. Ma è inevitabile che quell´insolita ora di ricevimento e quell´inusuale comportamento del genitore, non potevano rimanere affare interno alla scuola.
Il fatto è stato denunciato alle forze dell´ordine. E nelle ore successive il genitore è stato perquisito presso la sua abitazione. A casa gli hanno trovato due scacciacani. Non finisce qui. L´apertura di un´inchiesta e di un procedimento penale sono atti dovuti.

Il fatto risale ad una settimana fa, martedì. Da allora e per un´altra settimana la ragazza non si è più vista a scuola, mentre si inseguivano le voci di un suo volontario trasferimento presso un altro istituto scolastico. Ieri però la studentessa è tornata regolarmente in classe. «Sebbene il professore non sia rimasto particolarmente scosso dall´episodio - insiste il preside - ha comunque ritenuto opportuno che quanto è avvenuto fosse portato a conoscenza degli investigatori. Nei prossimi giorni su questo fatto si terrà una riunione di tutti i docenti».

(Fonte: repubblica.it)