martedì 3 novembre 2009

Padre orco in cella


Abusi sessuali sulla figlia neonata. Padre orco in cella
Nei guai anche la mamma che ricattava il marito ma che continua a vivere accanto alla bambina

TORINO, 3 novembre 2009 - Alcuni giorni fa un uomo è stato condannato a 5 anni e 4 mesi dal tribunale di Torino per avere compiuto atti sessuali ai danni della figlia quando lei era nata da appena tre mesi. Dopo la sentenza, l’imputato, ancora a piede libero, era tornato a vivere con la bambina e con la compagna, ma ieri è stato arrestato.
L’uomo, che abita ad Anzio in provincia di Roma, è stato portato in carcere da agenti della sezione di polizia giudiziaria torinese. La misura cautelare è stata firmata dal gup Edmondo Pio per prevenire rischi di reiterazione del reato. Nel frattempo, era finita nel mirino della magistratura anche la mamma della piccola, indagata con l’accusa di concorso omissivo in violenza sessuale.

Le intercettazioni telefoniche avevano infatti consentito di scoprire che la donna era a conoscenza degli abusi commessi dal marito e per questo motivo ricattava l’uomo: «Fai come ti dico, altrimenti ti denuncio». Protagonisti della vicenda sono un uomo che oggi ha 70 anni e la moglie di 47. Sono i genitori della piccola, nata nel 2003 ( quando la famiglia abitava a Torino e papà orco aveva 66 anni) e vittima di abusi sessuali da parte del padre già tre mesi più tardi. L’uomo aveva l’abitudine di mettersi completamente nudo nel letto matrimoniale, accanto alla neonata. Poi infilava una mano nel pannolino della piccola e la accarezzava nelle parti intime. Altre volte sfregava il proprio organo sessuale contro il pannolino della bimba, procurandole arrossamenti e sanguinamenti vaginali. Un giorno la mamma della neonata si è accorta della presenza di un pelo pubico nei pannolini della figlia, credendo che il problema fosse legato alla marca dei pannolini, decise di acquistarne di un’altra marca.

Ma i peli pubici non sparirono. La donna continuò a non sospettare di nulla, poi qualche giorno più tardi, rientrata a casa, scoprì il marito occupato a sfregare il proprio pene contro il pannolino della bimba. La donna restò in silenzio a osservare, ma da quel momento in avanti cominciò a ricattarlo.
Tutti fatti emersi nel corso delle intercettazioni telefoniche disposte dal tribunale: «Guarda che se mi girano i coglioni te ce faccio finire in carcere», «L’altro anno a novembre so esplosa», «Per fortuna lei era piccola e non ricorda nulla», «L’ho staccata molto dal padre, ma mi so dovuta licenziare per non lasciarli soli».
Frasi che non hanno lasciato dubbi: la madre sapeva e ha taciuto. Anzi, la madre sapeva e ha ricattato il marito. Ecco perché, adesso, è finita nei guai anche lei. Peccato, però, che la donna continui a vivere con la figlia. Toccherà al Tribunale di Roma (dal momento che la famiglia si è trasferita nel frattempo in una località del Lazio) prendere una decisione, dopo l’arresto del padre, su questa situazione paradossale.

(Source: cronacaqui.it)

Maddie McCann oggi



Maddie McCann oggi
Un video con la piccola invecchiata di due anni

LONDRA - La polizia britannica ha diffuso su internet un video di Madeleine McCann, scomparsa nel 2007 in Portogallo, che mostra foto della bimba invecchiata di due anni al computer e chiede a chiunque disponesse di informazioni sulla sua scomparsa di farsi vivo.
La bimba scomparve il 3 maggio 2007 dalla località balneare di Praia de Luz mentre era in vacanza con i genitori e i due fratellini. All'epoca aveva circa quattro anni. Sparì alla sera dalla camera d'albergo dove i genitori l'avevano lasciata a dormire con i fratelli, mentre loro andavano a cena con gli amici. Il video è disponibile anche in italiano sul sito del Servizio britannico di lotta contro lo sfruttamento dell'infanzia e di protezione per internet o al sito dedicato alla sua ricerca. Il video contiene immagini riprese all'epoca della sua scomparsa e sue foto ritoccate, che la mostrano come potrebbe essere oggi, alcune con i capelli più lunghi o più scuri o con la pelle più abbronzata, nel caso vivesse in Europa meridionale, in Africa o in Medio Oriente. «Non è mai troppo tardi per prendere una buona decisione», viene detto nel video. «Se sapete qualcosa, contattate il posto di polizia più vicino».

(Fonte:corriere.it)


sabato 27 giugno 2009

giovedì 28 maggio 2009

Preside arrestato per molestie


Ad incastrarlo sono state le immagini di una telecamera che la polizia ha installato nell'ufficio di presidenza dell'Istituto professionale per il commercio e i servizi turistici di Sciacca. E' qui che il dirigente scolastico S.B. di 61 anni "convocava" le studentesse ed è qui che metteva in atto molestie e abusi. Vittime ragazzine tra i 14 e i 15 anni. Il preside è stato così arrestato dalla Polizia del commissariato di Sciacca su ordine del gip del tribunale Salvatore Giannino e su richiesta del procuratore Vincenzo Pantaleo.

Agli atti - come ha spiegato il dirigente del commissario Elena Testoni - pedinamenti e soprattutto le immagini riprese da quella telecamera che i poliziotti hanno piazzato all'interno dell'ufficio di Barbera. I fotogrammi sono chiarissimi e mostrano il preside avvicinarsi alle ragazze, fare commenti hard, allungare le mani fino a palpeggiare tra lo stupore e l'imbarazzo delle studentesse. L'uomo è accusato di abusi e molestie sessuali. Le indagini sono partite dalle denunce di alcune ragazze. Il preside ora si trova ora rinchiuso nel carcere di Sciacca dove è a disposizione dell'autorità giudiziaria.

(Fonte: unitaliano.myblog.it)

mercoledì 27 maggio 2009

Era mia figlia



Al Teatro del Tre di Catania,
venerdì 22, sabato 23 e domenica 24 maggio 2009, andrà in scena “Era mia figlia” dell’autore catanese Luigi Favara, con la regia di Giovanni Scuto, interpretato da Liliana Scalia, Stefania Micale, Cettina Giorgianni, Roberto Pricoco e dallo stesso Luigi Favara.

Il dramma, presentato nell’ambito delle attività culturali e teatrali, dell’Associazione “Oltre le quinte “, affronta il tema della pedofilia e lo fa attraverso descrizioni realistiche e metafisiche, di teatro verità, di avanguardia e di tragedia greca euripidea, con squarci della nostra terra e delle nostre tradizioni fino all’enunciazione, rappresentata in maniera molto efficace dagli attori, di alcuni articoli della “Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia”.

“Era mia figlia” racconta di una madre siciliana che, emigrata con la figlia tredicenne, per cause di forza maggiore, tra le colline Venete, si trova improvvisamente a vivere uno dei momenti peggiori che un genitore possa immaginare di trascorrere: “lo stupro e la morte violenta della figlia” per mano di un pedofilo.

La finalità della rappresentazione è quella di porre l’attenzione su un argomento, purtroppo, drammaticamente attuale, non solo denunciando il crimine in se stesso ma, anche, evidenziando le assenze degli enti preposti alla difesa ed alla sicurezza dei minori.

La pedofilia rappresenta un argomento scomodo, di non facile trattazione, per le implicazioni non solo morali ma, anche religiose che comporta (basti pensare a Sex crimes and Vatican, video scandalo del 2006 che, documenta abusi sessuali sui minori, da parte di membri del clero irlandese e svela le manovre del Vaticano, accusato di voler insabbiare i vari casi). Cinema, teatro e letteratura hanno, spesse volte, affrontato il tema della pedofilia, anche se talvolta, è stato un percorso difficoltoso, ne è un esempio “Animanera” opera prima di Raffaele Verzillo , il film realizzato nel 2006 è riuscito a trovare una casa di distribuzione, dopo ben 2 anni, flop ai botteghini a parte. Un capolavoro del cinema di casa nostra è, invece, “Morte a Venezia” di Luchino Visconti del ’71, tratto dal romanzo di Thomas Mann, ”La morte a Venezia”, il film racconta l’attrazione di un musicista cinquantenne per un adolescente polacco, presentato al 24esimo Festival di Cannes. E, come non menzionare, ”La mala educacion” di Pedro Almodovar che racconta la storia di due adolescenti omosessuali e di un prete, Don Manolo; o ancora, “Mystic River” diretto da Clint Eastwood, che ha vinto due Oscar e un Golden Globe. Del 2008 è “Il dubbio”, pellicola scritta e diretta da John Patrick Shanley , adattamento cinematografico dell’omonimo dramma teatrale. 1964, in una scuola del Bronx , un prete è sospettato di aver abusato di un ragazzino di colore, tra gli interpreti Meryl Streep, che per questo film ha ottenuto la candidatura all’Oscar 2009.

L’opera di Shanley è stata riproposta sui palcoscenici italiani, in quest’ultima stagione teatrale, interpretata da Stefano Accorsi per la regia di Sergio Castellitto. Il teatro affronta il tema della pedofilia nella rilettura che Juan Mayorga fa della celebre fiaba dei fratelli Grimm, “Il pifferiaio magico”. “Hamelin di Mayorga” racconta l’inchiesta su un caso di presunte molestie sessuali subite da un bambino. “Bangkok”, la trilogia di Renato Giordano, è, invece una commedia shock che affronta il tema del turismo sessuale, tema che è al centro dell’opera teatrale, del regista Giulio Cavalli,” Bambini a dondolo”.

Il tema della pedofilia è stato al centro di molte pagine della letteratura, trattato esplicitamente o in maniera più velata, superfluo è dire di Pasolini, markettaro, ma laico convinto, forse, solo un omosessuale tra i suoi “Ragazzi di vita”. Tra gli scrittori siciliani, Camilleri, affronta il tema, è ne “La presa di Macallè”, ambientato nel 1935, durante la guerra d’Etiopia, il romanzo racconta la storia di Michelino abusato dal professor Gorgerino, è nelle inchieste di Montalbano che incrociano, anche, le vite di minori abusati.

articolo di Milena Vigneri
(Fonte: siciliatoday.net)


lunedì 25 maggio 2009

Facere e docere



Abusi sui minori irlandesi:
l’inchiesta del governo accusa gli istituti cattolici
«Migliaia di casi». Il cardinale Brady: provo vergogna

LONDRA — Thomas Wall è oggi un signore di sessant’anni e porta dentro di sé l’incubo di quelle giornate trascorse nella scuola-riformatorio gestita dalla congregazione dei «Fratrum Christianorum», i Brother Christians di Glin, la città irlandese sul fiume Shannon. Lì dentro la vita quotidiana era segnata dagli orrori. «Ero un bambino e ogni giorno un presule abusava di me. N o , non c’era modo di evitarlo, era così per tutti, ventiquattro ore su ventiquattro, la tua intimità veniva violata». E i piccoli dovevano piegarsi alle perversioni degli uomini di Chiesa o dei compagni più grandi che avevano la «supervisione» notturna sulle camerate.

Accadeva pure negli altri istituti della contea di Limerick, sempre sotto l’insegna dei «Fratrum Christianorum» il cui motto è «Facere e docere», fare e insegnare. Ma ciò che facevano e insegnavano era qualcosa di orribile, di disgustoso. Come anche in altri collegi dell’Irlanda: ad esempio governati dalle «Sorelle della Pietà» le quali scambiavano le opere di bene per un diritto assoluto di appropriazione dei minori che imprigionavano. Sadie O’Meara era un’adolescente: «Mi rinchiudevano a chiave la sera, il cibo era fetente, alle finestre c’erano le sbarre, mi maltrattavano, non mi dissero neppure che mia madre era morta». Era questa la regola: scuole lager, orfanotrofi lager.

Un rapporto choc di 2575 pagine e si alza il sipario su un teatro raccapricciante nel quale «stupri, molestie e abusi erano endemici». È durata nove anni l’inchiesta della commissione presieduta dal giudice dell’alta corte, Sean Ryan, e alla fine i risultati rivelano che le «industrial schools» irlandesi per 35 mila bambini e ragazzi abbandonati o in difficoltà, devianti o senza più i genitori, un network di 250 istituti organizzati dagli ordini religiosi cattolici per oltre mezzo secolo, fino alla chiusura decisa negli Anni Novanta, sono stati il palcoscenico segreto di crudeltà «che avevano lo scopo di provocare dolore e umiliazione».

Centinaia di testimonianze descrivono il clima di schiavitù e di terrore. In una scuola della contea di Galway, remota, fondata nel 1885, per decenni tre presuli si sono accaniti contro i giovani. In un’altra la «San Giuseppe » per i sordi, a Cabra, i superiori hanno coperto, persino davanti agli ispettori, le scorribande punitive sugli ospiti. Sei riformatori hanno accolto mister John Brander, un educatore. Solamente di facciata. Era un «serial sexual and physical abuser», un maniaco violento. Fino a che ha concluso la «carriera » in prigione. E al riformatorio di San Patrizio tenevano addirittura un registro con il diario delle punizioni corporali inflitte dallo «staff religioso». Nella istituzione controllata dalle «Sorelle della Pietà», nella contea di Waterford, i ragazzi e le ragazze erano malnutriti, in compenso riempiti di alcol.

Uno scandalo che sconquassa la Chiesa cattolica nel Regno Unito. Quasi tutti i responsabili degli abusi e delle violenze sono garantiti da «immunità penale » perché nel 2004 la magistratura, su appello delle Congregazioni, assicurò l’anonimato degli aguzzini. Ora i vertici ecclesiali invocano il perdono, promettono il repulisti. Il Primate della Chiesa irlandese, Sean Brady, è esplicito: «Provo vergogna». Il comitato che tutela le vittime delle violenze scoperte dalla commisione si ribella. «Tocca al Papa convocare un concistoro speciale per investigare le attività della Chiesa cattolica in Irlanda».

(Fonte: corriere.it)

domenica 24 maggio 2009

Un calcio alla pedofilia



Si terrà il prossimo lunedì 25 maggio, alle ore 11 nella sala convegni dell’Ospedale Santissima Annunziata in via Egiziaca a Forcella - Napoli, la Conferenza Stampa di presentazione del progetto 1° Trofeo “UN CALCIO ALLA PEDOFILIA e UN CALCIO ALL’ILLEGALITA’ ”.

L’iniziativa, che rientra nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto della pedofilia e dei maltrattamenti sui minori, è organizzata dall’Associazione “P.A.I.D.E.I.A. onlus”, Associazione “Scugnizzi”, Ufficio del Garante dell’Infanzia e dell’ Adolescenza della Regione Campania, Centro Sportivo “Il Boschetto” A.S.D. Mariano Keller, e gode dei patrocini della Presidenza del Consiglio Regionale della Campania, Provincia di Napoli, Curia Arcivescovile, Comuni di Cercola, Casavatore, Pollenatrocchia, Villa di Briano, Sapri.

Al torneo parteciperanno 36 squadre di vari club calcistici della Campania iscritti alla F.I.G.C. suddivisi in categorie per anni di età compresa tra i sette e i diciassette anni, una squadra di calcio dell’Istituto Penale per Minorenni di Nisida e una squadra di Scugnizzi. L’evento si svolgerà nei giorni 29/30 maggio 2009 presso la società sportiva Il Boschetto A.S.D. Mariano Keller di Capodichino, mentre le finali di ogni categoria e la partita “Un calcio all’illegalità” avranno luogo il giorno 31 maggio presso il Centro Sportivo Caravita di Cercola.


Al calcio di inizio delle ore 9 di venerdì 29 maggio, che avverrà alla presenza di Gennaro Iezzo Testimonial del Trofeo, saranno schierati in campo tutti i 718 bambini che partecipano al torneo e che indosseranno la maglietta con la scritta a retro “Un calcio alla pedofilia”.

Interverranno: Gennaro Imperatore, Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza Regione Campania, Roberto Gentile, Pubblico Ministero Tribunale per i Minorenni di Napoli, Gianluca Guida, Direttore del Carcere Minorile di Nisida, don Tonino Palmese, Coordinatore Regionale di “Libera”, Franco Roberti, Capo della Procura di Salerno, Domenico Ummarino, Presidente Regionale Società Italiana di Pediatria, Enrico Guida, Direttore Sanitario Ospedale SS Annunziata, Maria Carmela Inverno, Sociologa specializzata in diritto della Famiglia e dei Minori, Gennaro Iezzo, Portiere della Società Calcio Napoli. Ad introdurre e moderare gli interventi sarà Mariano Piscopo, Giornalista.

La Stampa, i Cittadini della Regione Campania e quanti vogliono partecipare al grido “NO alla PEDOFILIA e all’ ILLEGALITA’ ” sono invitati.

(Fonte: napoli.cronacacity.com)

domenica 10 maggio 2009

Passato, presente e futuro


Un po' in ritardo, ma auguri a tutte le mamme!

sabato 9 maggio 2009

Children no more



Farà tappa a Piacenza, a Palazzo Farnese, nei giorni 8 e 9 maggio 2009, la mostra Children No More — matite contro la violenza sui minori, che nasce con il preciso scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica su una delle più gravi piaghe sociali esistenti: l’abuso e lo sfruttamento dei minori, in ogni forma e luogo nel mondo, perpetrata attraverso abominevoli pratiche quali la violenza domestica, la pedofilia, il lavoro e la prostituzione minorile, il turismo sessuale, la manipolazione psicologica dei mass media, i bambini soldato, le vittime civili dei conflitti armati.

I curatori e la Karibu Onlus credono fortemente che un medium come l’illustrazione e il fumetto sia un mezzo di comunicazione fascinoso ed evocativo — non esclusivamente a livello ludico — perfettamente in grado di veicolare messaggi universali potenti ed incisivi, nell’immaginario collettivo, per un target di utenza variabile dall’infanzia fino alla terza età, utilizzando un linguaggio originale, un linguaggio “altro” che si distingua dagli stereotipi della divulgazione culturale.

Alla selezione hanno risposto entusiasticamente 140 artisti italiani ed internazionali, dall’autore professionista al giovane esordiente, tutti d’indubbia caratura artistica. Citiamo qualche nome, fra i più significativi:

Giuseppe Palumbo, Giuseppe Manunta, Francesca Ghermandi, Leo Ortolani, Maurizio Ribichini, Onofrio Catacchio, Alberto Corradi, Antonio Bruno, Alberto Ponticelli, Alessio Spataro, Massimo Giacon, Claudio Parentela, Ottokin, Stefano Piccoli, Squaz, Ratigher, Nicoz, Gianluca Costantini, Claudio Stassi, Paolo Parisi, Elena Rapa, Emiliano Mammucari, Falcinelli & Poggi, Mauro Cicarè, Genea, MP5, Luisa Montalto, Maicol & Mirco, Hurricane Ivan, Lele Corvi, Luca Genovese, Maurizio Rosenzweig, Matteo Cremona, Paolo Di Orazio, Roberto Mangosi, Rocco Lombardi, Stefano Misesti, Sergio Algozzino, Thomas Bires, Sergio Ponchione, Miguel Angel Martin, Aleksandar Zograf, Peter Kuper, Max Andersson, Mike Diana, Trevor Brown, Ivan Brun, Eric Drooker, Mac McGill, Jennifer Camper, Ryan Inzana, Daniel Silvestre da Silva, Rafael Gouveia, Line Hoven.

Children No More ha effettuato tappa nelle seguenti località:
3/15 giugno 2008: Galleria SpazioGiovani — Bari
16/19 settembre 2008: Biennale d'Arte Contemporanea Rocco Dicillo — Triggiano (BA)
22/23 novembre 2008: Meeting del Volontariato c/o Fiera del Levante — Bari
29 novembre/10 dicembre 2008: Museo del Territorio — Alberobello (BA)

Blog ufficiale: childrennomore.blogspot.com

Ingresso gratuito
Piacenza, Palazzo Farnese 9-10 maggio 2009
orari: 10.00 — 12.00 e 15.00 — 18.00
inaugurazione venerdì 8 maggio h. 17.00

(Fonte: fantasymagazine.it)

domenica 19 aprile 2009

Video del giorno



Pubblicità che dimostra l'insopportabile trauma sofferto dai bambini vittime di abusi sessuali.

Cliente: Dunkelziffer
Agenzia: Red Rabbit
Direzione Creativa: Oliver Seltmann, Jan Fröscher
Copywriter: Joakim Reveman, Bjoern Ruehmann, Matthew Branning
Direzione Artistica: Bjoern Ruehmann, Joakim Reveman, Matthew Branning
Regia: The Vikings
Produzione: Rokkit
Produttore: Luke Jacobs
Direttore della fotografia: Sam Brown
Editor: Paul Hardcastle
Post Produzione: Absolute Post London

domenica 12 aprile 2009

mercoledì 8 aprile 2009

Terremoti mediatici



Il terremoto devasta L'Aquila e provincia
16 morti, 30 dispersi, 10mila edifici lesionati

ROMA (6 aprile) - Una forte e lunga scossa di terremoto ha colpito l'Abruzzo, con effetti in tutta l'Italia centrale, alle 3,32. La magnitudo viene valutata dall'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia a 5,8 gradi della scala Richter. Secondo fonti degli istituti statunitensi la magnitudo è pari invece a 6,3 gradi Richter. L'epicentro è stato localizzato a una profondità di 5 chilometri, tra il capoluogo, Collimento e Villagrande.

Ottavo-nono grado Mercalli. Il terremoto ha avuto in alcune zone un effetto pari all'ottavo-nono grado della scala Mercalli sugli edifici, provocando numerosi crolli: lo ha detto il portavoce della Protezione civile, Luca Spoletini, nella sede del dipartimento dove è riunito il comitato operativo. Il quadro, ha spiegato Spoletini, «è estremamente critico, ci sono stati diversi crolli».

Dopo circa un'ora è stata avvertita un altra scossa: secondo la Protezione civile la magnitudo è stata di 4,7 ed è avvenuta alle 4.37. Già ieri sera, intorno alle 23, una scossa di magnitudo 3,9 aveva creato allarme in Abruzzo. Molte le repliche, di varia intensità, che si sono susseguite.

Sedici vittime e decine di dispersi. Panico a L'Aquila e in tutta la provincia, dove la popolazione si è riversata in strada e dove si sono verificati molti crolli. Oltre ai tanti feriti, al momento si registrano nel capoluogo quattro bambini uccisi nel crollo della loro abitazione, per i quali i medici dell'ospedale San Salvatore nulla hanno potuto. Due le vittime nel paese di Fossa, un'anziana e una bambina. Un ponte nella zona di Fossa sarebbe crollato su una autovettura, non si sa se con persone dentro. Altre cinque vittime sono state estratte dalle macerie a Castelnuovo, piccola frazione di San Pio delle Camere, devastata dal sisma. Gli altri morti si sono avuti a Tornimparte e Poggio Picenze.

Otto dispersi. Nel paese di San Demetrio dei Vestini risultano disperse otto persone, secondo quanto riferito dai carabinieri.

Crollano gli edifici a L'Aquila. E' crollata completamente la cupola della chiesa delle Anime Sante, nel centro storico, e anche la Cattedrale ha subito danni strutturali. Crollata anche una parte della Casa dello Studente: alcuni studenti sarebbero intrappolati fra le macerie. Nel centro storico vengono segnalati altri crolli e altre persone rimaste sotto le macerie. Ci sono persone intrappolate in una casa crollata in via XX Settembre e i vigili del fuoco stanno scavando per tirarle fuori dalle macerie. La casa, totalmente rasa a suolo, è vicina al palazzo dell'Anas. A via Sallustio tutte le case sono lesionate anche se non crollate. Le suore dell'istituto religioso sono in strada e prestano aiuto ad anziani e persone con coperte e altri generi di conforto. Un centro di raccolta è stato organizzato in Piazza d'Armi. In Piazza Duomo, come in tutte le aree "aperte" della città, migliaia di persone sostano, alcune nelle macchine, sotto choc. Traffico in tilt, blocchi nelle reti telefoniche.

Evacuato l'ospedale San Salvatore. Nella prima mattinata è stata decisa l'evacuazione dell'ospedale San Salvatore, danneggiato dal sisma: i ricoverati saranno trasferiti ad Avezzano e in altre strutture. Un ospedale da campo sarà allestito in Piazza d'Armi.

Tendopoli in allestimento. Il sindaco Massimo Cialente ha annunciato l'allestimento di tendopoli per ospitare la popolazione della città, che si è riversata interamente in strada.

In tutto l'Abruzzo migliaia di persone in strada. Danni anche nell'Ascolano. Seri danni alle abitazioni sono stati segnalati dalla popolazione anche in diverse località della provincia, tra cui Paganica. Tetti crollati e case lesionate anche alle porte dell'Aquila, a Prata d'Ansidonia e Torninparte. A Rovere, sull'Altopiano delle Rocche, è crollato il campanile, mentre danni e case lesionate si riscontrano anche ad Avezzano con telefoni e elettricità in tilt. Danni a case si registrano anche nel Pescarese, tra Penne e Popoli, con lesioni a infrastrutture. Gente in strada a Sulmona e Teramo, con crolli di cornicioni e crepe nei muri. Nel resto della regione migliaia sono le persone in strada, da Pescara a Sulmona, da Teramo a Chieti. La Potezione Civile parla di almeno diecimila edifici lesionati nella provincia aquilana, numero che potrebbe anche salire. Rinforzi dei Vigili de Fuoco sono partiti da Teramo e da Roma in direzione dell'Aquila, e il traforo del Gran Sasso per ora è transitabile. Danni sono stati registrati anche nell'Ascolano.

15mila utenze senza elettricità nell'Aquilano. Sono quindicimila le utenze disalimentate nella provincia de l'Aquila in seguito al terremoto. Lo ha comunicato l'Enel alla Protezione civile.

Chiuse la Roma-L'Aquila e la Tiburtina. Per verifiche e controlli sui viadotti è stato chiuso il tratto autostradale della Roma-L'Aquila (A24) tra Valle del Salto e Assergi in entrambe le direzioni. L'autostrada è chiusa anche al traffico dei mezzi superiori alle 7,5 tonnellate nel tratto Roma-Tornimparte. Chiuso a scopo precauzionale anche un tratto della Tiburtina Valeria da Corfinio verso Roma per verificare alcune strutture.

Anche a Roma i palazzi hanno tremato a lungo e la gente è scesa in strada. Il capo del Dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso ha convocato il Comitato operativo e ha informato il presidente della Repubblica, Napolitano, e il premier Berlusconi, con i quali è in costante contatto per aggiornarli sulla situazione. Bertolaso ha anche parlato con il sindaco dell'Aquila, che ha confermato i crolli verificatisi in città. Nel frattempo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, è in costante contatto con la Protezione civile.

La Protezione civile: non mettetevi in viaggio, divieto di sorvolo su tutta l'area. Non risultano al momento danni alle linee ferroviarie e alle principali strade della zona colpita dal terremoto. La Protezione civile, tuttavia, invita a non mettersi in viaggio per non intralciare i soccorsi. Sulla zona dell'Aquila, inoltre, è stato emesso un Notam, un divieto di sorvolo in tutta l'area.

Due colonne partite dal Lazio. Due colonne mobili di aiuti del Dipartimento della Protezione civile della Regione Lazio sono partite verso le zone colpite dal sisma, con tende per sfollati e quant'altro necessario per prestare soccorso alla popolazione.

Intorno alle 22,20 una forte scossa di terremoto era stata avvertita in Emilia Romagna e nelle Marche. Il sisma ha avuto epicentro nell'Appennino tosco-emiliano, nel Forlivese.Sono in corso accertamenti per verificare danni eventuali a persone e cose. Il sisma è stato avvertito in particolare nel Pesarese, a Urbino e anche ad Ancona, oltreché nel Ferrarese e nel Bolognese, nel Cesenate e a Rimini. A Forlì e Cesena alcune persone sono scese in strada. Moltissime le chiamate ai centralini dei pompieri di Pesaro, Urbino, Ancona e Senigallia, dove il sisma è stato avvertito distintamente anche ai primi piani delle abitazioni.

Avvertito anche a Trieste. La scossa è stata sentita in varie zone di Trieste, a Muggia (Trieste), Grado (Gorizia) e Lignano (Udine), oltre che ai piani alti di varie località lungo la costa friulana e giuliana. Segnalazioni sono arrivate anche dalla Toscana e dal Veneto.

Magnitudo 4,6, profondità 28,2 km. Il Dipartimento della Protezione Civile ha reso noto che il sisma ha avuto magnitudo 4.6, con epicentro tra i comuni di Forlì, Forlimpopoli e Castrocaro Terme, in provincia di Forlì, e di Faenza in provincia di Ravenna. Il dato tecnico è dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. L'ipocentro è stato individuato a grande profondità: 28,2 km. Proprio per la profondità del sisma, ha spiegato l'ing. Demetrio Egidi, responsabile della Protezione Civile dell'Emilia Romagna, l'area dove è stata avvertita la scossa è stata vasta. Le verifiche della protezione Civile, insieme con Vigili del Fuoco e Prefetture, non segnalano danni a persone o cose. Nelle prossime ore saranno compiuti ulteriori accertamenti alla ricerca di eventuali danni.

(Fonte: ilmessaggero.it)

domenica 5 aprile 2009

Di madre in figlia

Quando pensi di aver raggiunto il fondo, comincia a scavare.

In manette un pensionato di 61 anni e due cugine di 38 e 39
Le vittime, sei e sette anni, erano già state tolte alle famiglie

Abusava delle figlie delle amanti
Tre arresti nel Materano

MATERA, 2 aprile 2009 - Un altro agghiacciante caso di violenza sessuale su minori. Vittime due bambine di sei e sette anni, in una situazione di degrado e di indigenza. I carabinieri di Policoro hanno arrestato stamane un pensionato sessantunenne e due donne di 38 e 39 anni, cugine tra loro. L'uomo, convivente di una delle due, aveva una relazione anche con l'altra e da tempo abusava sessualmente delle loro figlie. Le donne erano consenzienti agli atti di violenza e minacciavano le bambine per indurle a non dire nulla. Oltre alle violenze, le piccole erano costrette ad assistere anche a rapporti sessuali tra adulti.

Le indagini sono state avviate dai carabinieri sulla base della relazione presentata dai servizi sociali dopo che le piccole erano state sottratte alle famiglie nella primavera dello scorso anno. Gli arresti sono stati effettuati in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare del Gip di Matera su richiesta della Procura: il pensionato è in carcere mentre le donne sono ai domiciliari.

(Fonte: repubblica.it)

venerdì 3 aprile 2009

Il Trenino dell'amore



La vignetta di oggi è stata rimossa
per rispetto dei lettori che non l'hanno gradita e si sono sentiti offesi




Violentato a 8 anni e costretto ad abusi su piccolo di 5

1 aprile 2009 - L' orco è stato incastrato da un bambino di dieci anni costretto a subire violenza e che, poiché costretto a sua volta, ha molestato un altro bimbo di cinque anni. «Un racconto lucido e logico» lo ha definito il capo della squadra mobile Francesco Messina che, con grande imbarazzo (anche lui è papà), ha dato i dettagli di una storia che non avrebbe mai voluto raccontare. C' è tutta la follia umana nella vicenda che ha coinvolto due bambini in tenera età e che ha portato a San Vittore un operaio ecuadoriano di 42 anni che nel tempo libero curava l' orto di una comunità per ragazzi difficili. Il protagonista è un bambino che all' epoca dei fatti aveva 8 anni. Un bimbetto sveglio che viene da una famiglia problematica. Il papà non c' è più, la mamma in passato ha dovuto combattere con la droga: adesso ne è uscita e ha un lavoro. Il bimbo frequentava una comunità di religiosi nel pavese (come se fosse un oratorio) e si era affezionato a Shiki Tankamash, 42 anni, operaio in una ditta di carrelli di Arese che abita a Rosate. «Una sorta di figura paterna» ha spiegato il vicequestore Alessandra Simone. Approfittando di questa simpatia del ragazzino, l' ecuadoriano ha messo in atto una sorta di azione «in tre stadi». «Prima lo ha portato a vedere dei pesciolini - ha spiegato il capo della mobile - poi ha cominciato ad allungare le mani. Con una scusa lo ha invitato a casa dicendogli che c' era suo nipote e che così potevano giocare assieme. Infine gli abusi veri e propri con minacce se avesse detto qualcosa alla mamma». Non contento l' ecuadoriano si è spinto oltre:«Devi fare le stesse cose che facciamo io e te con il tuo amichetto di 5 anni». Un azzardo che gli è costato caro. Il bimbo più piccolo ha raccontato alcuni particolari alla mamma che si è spaventata e ha contattato la madre del ragazzino più grande. Assieme sono andate in comunità e hanno coinvolto i religiosi. Da qui la denuncia. Il bambino (oggi 10 anni) è stato sottoposto a due interrogatori protetti alla presenza di uno psicologo e ha fornito un racconto che ha permesso di incastrate il suo aguzzino. Particolari precisi confermati dall' amichetto di 5 anni. Il capo della mobile ha fornito un altro dato significativo: «Il 94 per cento delle violenze avviene tra le mura domestiche, il restante per strada.»

(Fonte: corriere.it)

domenica 22 febbraio 2009

domenica 25 gennaio 2009

Pettirosso



Grandi polemiche per la canzone "Pettirosso", contenuta nel nuovo album di Gino Paoli, il 74enne cantautore famoso per canzoni come "Sapore di mare". La canzone parla di un pedofilo 70enne che muore tra le braccia di una bimba mentre abusa di lei. La carezza della bimba sembra un gesto di pietà che ha scandalizzato l'opinione pubblica.

Pettirosso

Aveva gli occhi come un pettirosso
era una donna di undici anni e mezzo
si alzò la gonna per saltare il fosso
aveva addosso un vestitino rosso.

Mentre passava in mezzo a quel giardino
di settant'anni incontrò un bambino
voleva ancora afferrare tutto
e non sapeva cos'é bello e cos'é brutto

e l'afferrò con cattiveria
lei si trovò le gambe in aria
lui che cercava cosa fare
c'era paura e c'era male.

E il male lo afferrò proprio nel cuore
come succede con il primo amore
e lei allora lo prese tra le braccia
con le manine gli accarezzò la faccia
così per sempre si addormentò per riposare
come un bambino stanco di giocare.




sabato 6 dicembre 2008

giovedì 4 dicembre 2008

Pedopornografia



ROMA, 8 novembre 2008 - I consumatori italiani di pornografia minorile sono triplicati in quattro anni, con un incremento del 188% rispetto al 2004, che pone l'Italia al quinto posto della classifica dei paesi del G8 per quanto riguarda la pedofilia in Internet. Lo segnala il rapporto mensile dell'Osservatorio internazionale sulla pedofilia online di Telefono Arcobaleno.

L'organizzazione italiana nell'ultimo anno ha inoltrato alle autorità di tutto il mondo 37.263 segnalazioni, in media 850 alla settimana, 122 al giorno, con un incremento del 21,56% rispetto alla stesso periodo dell'anno scorso.

"Germania, Usa, Russia, Regno Unito, Italia, Canada, Francia, Giappone, ovvero il G8 - spiega Telefono Arcobaleno in una nota - sono proprio i primi otto Paesi 'consumatori' di pornografia minorile, con una domanda che assorbe circa i tre quarti degli scambi mondiali e alimenta incessantemente il circuito perverso e criminale della richiesta di nuovi materiali e della loro produzione e distribuzione".

La classifica prosegue con Svizzera, Spagna e Olanda. Secondo Telefono Arcobaleno in questo "mercato dell'orrore l'Europa è epicentro assoluto: oltre il 90% dei bambini sfruttati è di razza europea, l'86% dei materiali pedofili è allocato in territorio europeo, i due terzi dei clienti sono europei".

Il rapporto mensile riguarda esclusivamente i siti con espliciti contenuti e materiali pedofili e pedo-pornografici segnalati da Telefono Arcobaleno all'Interpol e alle polizie nazionali secondo le rispettive competenze e, in Italia, all'Autorità giudiziaria e al Nucleo Investigativo Telematico.

(Fonte: repubblica.it)

domenica 16 novembre 2008

Donna in croce



MILANO - Un manifesto per la campagna contro la violenza sulle donne: una donna nuda nella posizione del Crocifisso, con il panno che nell'iconografia tradizionale copre l'inguine del Cristo e la scritta: "Chi paga per i peccati dell'uomo?". E in didascalia: "Solo il 4% delle donne vittime della violenza denuncia il proprio carnefice. Le altre pagano anche per lui". E' la proposta che al settore pubblicità del Comune è arrivata da Telefono Donna per la campagna in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne che si celebra il 25 novembre.

La richiesta di Telefono donna è per l'esposizione di 500 manifesti con questa immagine su altrettanti spazi di affissione pubblica del Comune. Nel manifesto la donna è distesa su un lenzuolo, due cuscini dietro le braccia aperte, le gambe con i piedi sovrapposti, il palmo delle mani parzialmente disteso, come trafitto dai chiodi, nella posizione del Crocifisso nella tradizionale iconografia cristiana.

L'assessore comunale all'Arredo urbano, Maurizio Cadeo, è contrario. E spiega: "Non so se ho gli strumenti per negare gli spazi, ma ne respingo totalmente il contenuto che offende la nostra tradizione cristiana. Pongo il problema politico e ne informerò il sindaco: chiederò a telefono Donna di ritirare il manifesto".

"Lasciamo che sia l'assessore Cadeo a decidere. E' difficile dare giudizi. I giudizi rischiano di essere personali. Non è facile". Così il sindaco, Letizia Moratti, a margine della presentazione del centro congressi più grande d'Europa a Fieramilanocity, ha risposto riguardo al manifesto di Telefono Donna contro la violenza sulle donne.

"Sono onorata di quello che ha detto il sindaco sulla vicenda del manifesto. Ha dimostrato attenzione, classe e sensibilità. Un grande plauso, non è caduta nella trappola di chi vuole lo scontro. Purtroppo altri non sono al suo livello". Così Stefania Bartoccetti, fondatrice di Telefono Donna, interviene riguardo a quanto detto oggi dal sindaco, Letizia Moratti, oggi sul manifesto con una donna nuda in croce.

"Continua a sembrarmi deplorevole - dice Bartoccetti - il comportamento dell'assessore Cadeo: sarebbe bastato che mi chiamasse per dirmi che non era d'accordo sull'immagine, non l'ha ancora fatto. E non trovo giusta l'accusa di avere usato in modo offensivo il tema religioso: se uno non avesse fede non potrebbe testimoniare ogni giorno l'impegno in favore delle vittime della violenza. Il sindaco lo ha compreso e per questo ha assunto quella posizione. La ringrazio per la sensibilità che ha dimostrato verso un'associazione di volontariato che opera da 16 anni, con 75mila casi affrontati e risolti".

"Non saremmo mai partiti con la stampa di 500 manifesti se non avessimo avuto l'autorizzazione del Comune. Il fatto è che gli uffici del settore ci hanno già autorizzato. L'assessore non mi ha detto nulla delle sue obiezioni. Ne vengo a sapere ora dalle agenzie e ne sono rimasta sorpresa. Abbiamo già ricevuto l'autorizzazione sugli spazi e sull'immagine - spiega - e ho già chiesto al Comune i tempi per fare avere i manifesti. Ne sono pronti 500 in formato 100 per 140. Sono stupita e non mi sembra che si un modo molto corretto di procedere: dare l'approvazione e poi presentare le obiezioni tramite la stampa. Se ci avessero detto che non si condividevano i manifesti, non saremmo andati avanti". La campagna, spiega Bartoccetti, è stata ideata dall'agenzia Arnord Worldwide Italy.

"Certo è un'immagine con un messaggio di forte impatto - dice Bartoccetti - ma la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne non parla di caramelle, e in una campagna non si possono solo dare dati sul numero di violenze. Il nostro compito è di dare ascolto e voce a chi si trova a vivere questa violenze, e il loro vissuto è : mi sento in croce. Il messaggio che vogliamo dare è di profonda sofferenza: per carità, non da paragonare a quella del Cristo, ma comunque di profonda sofferenza". Nessuna intenzione, precisa Bartoccetti, "di entrare in contrasto con l'amministrazione, anche se non mi aspettavo la posizione assunta oggi dopo aver concesso l'autorizzazione".

"Chiediamo il ritiro immediato di questa campagna, che persegue un fine giusto strumentalizzando il simbolo della cristianità". E' la posizione del capogruppo di An a palazzo Marino, Carlo Fidanza, riguardo al manifesto di Telefono Donna per la Giornata contro la violenza sulle donne. "Serve più rispetto per il nostro patrimonio culturale. Si parla tanto di decoro: vedere affissi per Milano manifesti così - sottolinea Fidanza - urta contro il decoro, oltre che contro il buon senso e la morale pubblica".

"Inviterei Telefono Donna a lavorare di più su iniziative concrete sul territorio e meno a scimmiottare Toscani. Quella è un'immagine di assoluto cattivo gusto". Così il capogruppo di Forza Italia in Comune, Giulio Gallera, interviene sul manifesto proposto da Telefono Donna al Comune per la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. "La sensibilizzazione sul tema della violenza sulle donne va affrontato in modo diverso che con immagini che da una parte offendono chi ha fede religiosa e dall'altra sono di cattivo gusto. Telefono donna farebbe meglio a occuparsi di iniziative concrete sul territorio".

(Fonti: repubblica.it, affariitaliani.it)